La morte di Ettore

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Parafrasi del brano "La morte di Ettore" (3 pagine formato doc)

Ettore ragionava aspettando, e Achille gli fu vicino, pari a Ares, guerriero, agitatore dell’almo, alto scuotendo sopra la spalla destra la lancia di faggio, terribile: la punta della lancia gli lampeggiava intorno, simile al raggio, del fuoco ardente o del sole che sorge. Come lo vide, spaventato prese Ettore, non riuscendo ad aspettarlo, fuggi: si slanciò anche il Pelide, fiducioso dei suoi piedi vecchi: come il nibbio sui monti, ch’è tra gli uccelli il più rapido, facilmente insegue una tremante colomba, e quella gli fugge di sotto, ma il nibbio stridente addosso vola fitto, il cuore lo sprona e la afferra con gli artigli; così Achille volava, furioso: tremò Ettore sotto il muro dei Teucri e correva velocemente. Corsero oltre la torre di guardia e il fico selvatico (battuto dal vento) Lungo la strada dai carri, allontanandosi sempre dal muro, e giunsero alle due belle fontane; sgorgano qui le sorgenti del vorticoso dio del fiume: una scorre acqua calda e fumo all’intorno sale da essa, come di fuoco avvampante; l’altra anche d’estate scorre pari alla grandine o al ghiaccio o anche alla gelida neve..