Paradiso canto 6: parafrasi e commento

Appunto inviato da fabyana88
/5

spiegazione e commento suddiviso per versi sul sesto canto del Paradiso della Divina commedia (6 pagine formato doc)

Paradiso canto 6: parafrasi. Canto 6 Paradiso Canto 6 Paradiso “Dopo che l'imperatore Costantino portò l'insegna imperiale da occidente a oriente in senso contrario al moto naturale del cielo, il quale moto l'aveva accompagnata un tempo dietro ad Enea che sposò Lavinia, l'aquila fu trattenuta duecento anni e più nell'estremo lembo d'Europa, vicino ai monti dai quali era uscita la prima volta; e là, all'ombra delle sue sacre ali, governò il mondo passando da un imperatore all'altro, e, cosi mutando, arrivò in mano mia.

Leggi anche Paradiso canto 11: parafrasi

L'imperatore Costantino nel 330 d.

C.
trasportò la sede dell'Impero da Roma a Bisanzio, che da lui prese poi il nome di Costantinopoli. Con quell'atto venne violato il corso della natura e della storia, perché Enea, l'ideale fondatore dell'Impero, era venuto dall'oriente verso occidente, quando, abbandonata Troia, si era diretto verso l'Italia. Giunto nel Lazio, aveva sposato Lavinia, figlia del re Latino, dando cosi inizio alla stirpe romana.

Leggi anche Purgatorio canto 6: parafrasi

L'aquila - insegna delle legioni romane, chiamata eccel di Dio perché Roma e il suo dominio furono creati da Dio per preparare la via all'avvento di Cristo (cfr. versi 55-57; 82-90), e perché essa è simbolo della missione divina affidata alla monarchia universale - rimase nell'estremo confine dell'Europa, a Bisanzio, non lontano dai monti della Troade, dai quali era partita con Enea, per più di duecento anni.