Tema su Matilde Serao

Appunto inviato da cory984
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La vita e le opere di Matilde Serao, autrice del celebre romanzo "Il ventre di Napoli": tema svolto (2 pagine formato doc)

TEMA SU MATILDE SERAO

Come spesso accade grandi scrittori possono passare nel silenzio e ciò diventa, a mio parere, ancora più grave quando si tratta di personalità che incarnano nella persona e nelle opere la realtà e i luoghi che fanno parte dell’esistenza personale di ognuno di noi e di conseguenza della propria cultura.Ed è quindi da cittadina partenopea con lo spirito di comprendere una Napoli famosa sia per i suoi aspetti positivi sia negativi, che mi sono addentrata nell’arte di colei che forse può essere considerata la scrittrice che meglio ha interpretato e illustrato la gioia e insieme la tristezza del popolo napoletano: Matilde Serao.Nata a Patrasso, da madre greca e padre napoletano (esule per il suo antiborbonismo dopo i moti del ’48), Matilde vive da giovane in condizioni precarie e all’età di otto anni non sa ancora scrivere.La malattia della madre la spinge a recuperare ma resterà sempre insofferente agli studi accademici.Dopo Caserta la famiglia si trasferisce a Napoli e per esigenze economiche è costretta a lavorare per tre anni nei Telegrafi di Stato.Morta la madre, si trasferisce a Roma dove fonda con Edoardo Scarfoglio (che diventerà un anno dopo suo marito) il “Corriere di Roma”, dedicandosi pienamente al giornalismo.E’ in questo momento, precisamente il 16 Settembre del 1886, che compare sulla prima pagina del quotidiano la rubrica a carattere mondano “Api, mosconi e vespe” da lei ideata, creata e firmata con lo pseudonimo di “Gibus”.

Matilde Serao: riassunto

MATILDE SERAO: IL VENTRE DI NAPOLI

A tal proposito sono state notate delle contraddizioni.”Gibus” era il termine con cui a fine ‘800 si designava la “capote”delle prime automobili in circolazione ed un cappello cilindrico usato in Francia: entrambi gli oggetti, dunque, appartenevano alla nobiltà.

Quindi risulta strano che una donna come Matilde che è vissuta continuamente di stenti, possa parlare e compiacersi delle vicende del “bel mondo” usando per lo più come firma un nome altrettanto indicativo.Eppure se andiamo a scoprire le ragioni di fondo di tutto ciò, dovremmo necessariamente ricrederci.Innanzi tutto la sua ammirazione per quell’ambiente è sincera e legata alle origini aristocratiche della madre; in secondo luogo c’è da considerare che Matilde, al di là delle colorite descrizioni e resoconti di balli, matrimoni di sangue blu, nascite aristocratiche ed altri eventi, critica indirettamente i vaniloqui di un mondo così frivolo e apparente.Tale atteggiamento perché, come scrive Croce ne “La Critica” in un saggio a lei dedicato, Matilde nella sua infanzia ha avuto l’occasione di osservare l’ambiente della piccola borghesia napoletana che sbarca a stento il lunario ed ha egualmente conosciuto gli aspetti della vita della plebe napoletana.Dunque esistono varie facce di un’unica scrittrice: la Serao che registra per esigenze diffusionali del giornale e soprattutto per ammirazione gli eventi mondani, la Serao che conosce e soffre per le condizioni del popolo napoletano, che ne condivide i problemi perché la sua fanciullezza è stata triste e uguale a quella di chi continua a vivere in case povere.Non si può negare, certo, che le amicizie importanti l’abbiano aiutata a lasciare il suo impiego dai Telegrafi dello Stato e a riempire la sua rubrica di ricevimenti, visite a corte, defilée, cerimonie, ecc…interessando i lettori dell’alta borghesia.

Verismo e Matilde Serao: riassunto

MATILDE SERAO: OPERE

Ma il successo durò poco.Alla fine dell’87 Scarfoglio e la Serao sono coperti di debiti ed il giornale va in fallimento nonostante un’illusoria ripresa affacciatasi con l’avvento di Crispi.La coppia sembra destinata alla peggio quando ecco presentarsi una nuova occasione.Chiamata da Matteo Schilizzi, finanziatore del “Corriere”, Matilde ritorna a Napoli per risollevare le sorti del giornale dove continua con la sua rubrica.Questo è sicuramente un evento importante per lei che finalmente ha l’occasione di stare faccia a faccia con i lettori napoletani.

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