Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono: analisi del testo

Appunto inviato da smiletotheworld
/5

Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono: analisi del testo, struttura e figure retoriche della poesia scritta da Francesco Petrarca, un sonetto del Canzoniere (1 pagine formato doc)

VOI CH'ASCOLTATE IN RIME SPARSE IL SUONO: ANALISI

Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono di Francesco Petrarca: analisi del Testo Il sonetto Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono è considerato proemio, o introduzione, della raccolta Rerum vulgarium fragmenta tant'è che in esso possiamo rintracciare immediatamente i temi più insistenti della lirica petrarchesca, ma anche il tono poetico più autentico di essa.

Il componimento è caratterizzato da un tono di sommessa confessione, pensoso, severo esame di coscienza, dal ritmo armonico e solenne.
Ad esso corrispondono i temi petrarcheschi fondati sull'analisi del dissidio interiore dell'autore, nel quale il pentimento e la vergogna per il proprio “vaneggiar”, ovvero l'amore terreno, sono insidiati dalla dolcezza del ricordo. Ciò che potrebbe apparire trasfigurazione poetica, nel sonetto è ricerca stilistica ed uso dell'antica “saggezza” oraziana di cui Petrarca si serve per sottolineare il carattere universale della sua poesia. Così il verso conclusivo è una sorta di suggello ideologico, nel quale viene riassunto il significato più profondo dei sentimenti espressi nei versi precedenti. Si ripropone nella scelta della posizione nella raccolta di questo sonetto la richiesta di un consenso pietoso del lettore per quella che è stata la storia della sua anima, storia di un uomo peccatore, ma pentito, indeciso tra la vita dei sensi e quella dello spirito.

Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono: commento

VOI CH'ASCOLTATE IN RIME SPARSE IL SUONO: ANALISI FIGURE RETORICHE

Il pubblico a cui si rivolge Petrarca, tramite un'apostrofe, secondo un topos letterario proprio della concezione aristocratica del sentimento d'amore degli stilnovisti, è elitario poiché possiede gli strumenti per decodificare il sonetto. L'incipit Voi ch'ascoltate ricalca inoltre un passo del profeta Geremia (ripreso anche da Dante nella Vita Nova) che quindi asserisce l'intento morale del Canzoniere. Il tema dell'ascolto è fondamentale poiché Petrarca si concentra anche sulla raffinata ricerca di effetti melodici e dell'armonia metrica tenendo conto della musicalità delle parole. Tuttavia, mentre le quartine sono caratterizzate da fluidità musicale (dovuta alle paranomasie quali suono/sono/sogno), le terzine contrastano tale effetto con lo scontro di consonanti aspre che riflettono il pentimento e la vergogna del poeta per il sentimento che lo totalizza ma che è vano poiché terreno e soggetto alla morte. La struttura del componimento si può dunque definire binaria e coincide anche ad una corrispondenza tra struttura sintattica e temi trattati nel componimento.
L'anacoluto presente al primo verso, che trova compimento solamente all'ottavo, evidenzia immediatamente quanto sia studiata, secondo un accurato labor limae (che impegnò l'autore per quarant'anni), la struttura sintattica del componimento, in contraddizione con l'affermazione del poeta, secondo cui i propri componimenti sono mugae, poesiole di poco conto, prive di organicità.

Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono: analisi

VOI CH'ASCOLTATE IN RIME SPARSE IL SUONO: COMMENTO

E' noto infatti come il poeta ritenesse inferiore il volgare rispetto al latino e, di conseguenza, aspettasse di ricevere riconoscimento tramite opere quali il poemetto “Africa”. Il poeta si nutriva dei sospiri (metafora codificata da Andrea Cappellano e topos proprio di tutta la tradizione letteraria amplificata dall'enjambement tra i versi 1-2 suono/di quei sospiri) al tempo del suo giovanile smarrimento; l'amore è visto infatti come errore e traviamento in quanto ha indotto in Francesco l'attaccamento alle cose terrene. Tuttavia in giovane età era solamente “in parte” uomo diverso dal poeta, poiché al momento della stesura del sonetto egli non ha ancora superato quel dissidio.