Solo et pensoso i più deserti campi: analisi e spiegazione

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Solo et pensoso: analisi stilistico retorica e spiegazione della poesia presente nel Canzoniere di Francesco Petrarca (1 pagine formato doc)

SOLO ET PENSOSO I PIU' DESERTI CAMPI: ANALISI E SPIEGAZIONE

Solo et pensoso i più deserti campi di Francesco Petrarca - Lo stato d'animo dolente e angosciato di Petrarca è espresso in questo sonetto con intensa partecipazione e con misura poetica, sebbene non manchino arditezze stilistiche.
Il tema della ricerca della solitudine e del rapporto con la natura come fuga dal tomento dell'amore, viene trattato con quel compiacimento nel dolore che caratterizza l'accidioso e, perciò, molta della produzione lirica petrarchesca, e che è tanto connaturato nella sua struttura psicologica da apparire, in questo caso, reale e profondamente sentito.
Vi è dunque un ripiegamento su se stesso da parte di Francesco che è insieme dolorosa meditazione e analisi pensosa. La collocazione geografica contribuisce a creare questa condizione: un luogo deserto dove il poeta non può venire turbato da interventi esterni e dalla curiosità dei suoi simili, sì che può abbandonarsi ad una confessione più esplicita e riconoscere che il colloquio con Amore è una condizione a cui non può sfuggire sebbene si apparti.
 

Solo e pensoso: spiegazione

SOLO E PENSOSO: SPIEGAZIONE

In tutto il componimento è presente una caratteristica aggettivazione binaria che rimarrà nella tradizione letteraria italiana sino ai giorni nostri. Ve ne è l'esempio già del primo verso: solo et pensoso Petrarca percorre, misurando (latinismo), luoghi deserti con passi tardi et lenti (un'altra endiadi), osservando attorno a sé per evitare ogni luogo in cui vi è traccia (vestigio è un latinismo) d'uomo. Tale immagine richiama probabilmente i versi di Tibullo, il quale scriveva: “sic ego secretis possem vivere silvis / qua nulla humano sit via trita pede” (“così potessi io vivere in selve appartate, dove nessun sentiero sia percorso da piede umano”). Tuttavia l'espressione si riallaccia anche al XXIII canto dell'Inferno dantesco nel quale il sommo poeta dice “che giva intorno assai con lenti passi”. Il primo verso è anche caratterizzato dall'allitterazione della sillaba “so”, ma in tutto il sonetto si possono rintracciare altre ripetizioni consonantiche, soprattutto di “mp” ed “nt”. Rilevante è l'anastrofe et gli occhi porto per fuggire intenti che ha lo scopo di isolare alla fine del verso l'aggettivo riferito allo sguardo che si fissa sul paesaggio. L'iperbato al verso 4 espande l'immagine, ribadendo la volontà del poeta di esulare dal mondo degli uomini, inoltre tutto il componimento segue un ritmo lento a causa dell'accentazione dilatata ma anche dei numerosi enjambements, quali quelli ai versi 3, 5, 7, 10, 12, 13. I luoghi solitari in cui Petrarca si ripara sono dunque schermo per Petrarca, il quale riprende il topos provenzale che anche Dante fa proprio nella Vita Nova.
 

Solo et pensoso i più deserti campi: commento

ANALISI DEL TESTO SOLO ET PENSOSO I PIU' DESERTI CAMPI

Dal manifesto è un'espressione ellittica che significa che le genti si accorgono facilmente (manifesto) della sua pena interiore, poiché nei suoi atteggiamenti privi di gioia il poeta si manifesta esteriormente come metaforicamente brucia d'amore all'interno (topos della fenomenologia d'amore): si noti l'antitesi tra avvampi e spenti disposti a chiasmo ed il forte rilievo del verbo nel linguaggio uniforme e smorzato di tutto il sonetto. Inoltre l'espressione atti d'allegrezza spenti (v. 7) è propriamente un litote in quanto attenua un'immagine troppo forte, ma ha anche accezione ossimorica poiché i due significati accostati sono opposti. L'autore s'inoltra fra monti et piagge (latinismo) et fiumi et selve un paesaggio vago ed indeterminato enumerato per mezzo del polisindeto, che Petrarca vede come custode del proprio dolore. Le selve del verso 10 e le vie selvagge del verso 12 si ricollegano ai versi del proemio della Divina Commedia. Dunque vi è una perfetta sintonia tra il paesaggio e lo stato d'animo dell'autore. Per quanto il poeta si inerpichi per sentieri impervi e desertici, Amore lo raggiunge sempre per colloquiare così il sentimento può essere inteso come elemento che spinge il poeta verso Laura, verso il mondo esterno che però è travagliato da conflitti e contrasti.