I trionfi: analisi

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I trionfi: analisi dettagliata dell'opera di Francesco Petrarca (2 pagine formato doc)

I TRIONFI: ANALISI

I Trionfi di Francesco Petrarca. Anche nel campo della poesia in lingua volgare Petrarca riprodusse quella biforcazione tra colto e meno colto, tra più aristocratico e più popolare.

Il grande discrimine è rappresentato qui all’atteggiamento tenuto nei confronti di Dante. Grande poeta, non c’è dubbio, ma troppo “popolare”, troppo poco latino. Petrarca coltiva, accanto alle altre sue ambizioni, quella di emulare il suo grande conterraneo; al tempo stesso, però, correggendo nei punti della sua maggiore debolezza.

I Trionfi (iniziati secondo alcuni nel 1342-1344, secondo altri nel 1351-1352, in un inesauribile lavoro di intervento parallelo a quello del Canzoniere), rappresentano il frutto più vistoso di questa ambizione emulatrice. Infatti sono un poema di impianto didascalico-allegorico; sono scritti in terzine di endecasillabi a rima incatenata; esprimono un cammino dell’anima che, potrebbe affiancarsi a quello dantesco della Commedia. Le analogie non finiscono qui.

Trionfo dell'eternità di Petrarca: analisi

I TRIONFI PETRARCA

Il concetto di trionfo è classico: per le sue rappresentazioni allegoriche Petrarca prende a modello gli apparati scenografici con cui i condottieri vincitori a Roma venivano accompagnati. Su questo sfondo scenografico Petrarca proietta le tappe di una vicenda spirituale, che da una parte è quella sua personale, dall’altra ambisce a presentarsi come patrimonio esemplare dell’umanità intera.

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TRIONFO DELL'AMORE PETRARCA

I trionfi sono sei:
1. Il Trionfo d'Amore: vi si narra come in un giorno di primavera il poeta si addormentò a Valchiusa e vi fece un sogno dove la personificazione dell'Amore passava su una carro trionfale, seguito da una schiera di seguaci che sono i vinti dall'amore; entrando nella schiera il poeta vi riconosce numerosi personaggi illustri, storici, letterari, mitologici, biblici oltre a poeti antichi, medievali e trovatori. Nel corteo parla con diversi personaggi e alla fine approda a Cipro, isola dove nacque Venere.
2. Il Trionfo della Pudicizia: la protagonista è Laura, che sottrae al carro di Amore molte illustri donne antiche e medievali, come Didone; questo secondo corteo si scioglie a Roma, nel Tempio della Pudicizia Patrizia.
3. Il Trionfo della Morte: qui il poeta rievoca eroi e popoli scomparsi e ricorda la morte idealizzata di Laura.
4. Il Trionfo della Fama: vengono descritti una folla di uomini illustri, re, poeti, oratori, filosofi, e altri.

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TRIONFO DEL TEMPO

5. Il Trionfo del Tempo: il poeta riflette su sé stesso e compone una nuova toccante elegia sulla fugacità delle cose e dei giorni che passano.
6. Il Trionfo dell'Eternità: qui si tratta del rifugio dell'uomo in Dio, trovando un mondo stabile ed eterno.
Secondo Petrarca alla base dell’esperienza umana mortale c’è il trionfo dell’Amore; ma sull’Amore prevale il Pudore; sul Pudore la Morte; sulla Morte la Fama; sulla Fama il Tempo; e infine sul Tempo l’Eternità. Ognuno di questi trionfi è intessuto di decine e decine di protagonisti, antichi e moderni. L’opera vuole rappresentare in chiave allegorica la vita umana, dalla lotta contro le passioni alla consapevolezza della fugacità delle cose terrene, alla finale vittoria dell'Eternità.