La satira nella letteratura latina

Appunto inviato da hymenaeo
/5

Il genere Satura nelle opere latine di Giovenale, Lucilio, Persio e Orazio, con considerazioni personali sull'attualità della satira. (3 pagine formato doc)

LA SATIRA LA SATIRA La satira è un genere della letteratura, del teatro e di altre arti caratterizzato dall'attenzione critica alla vita sociale e, spesso, personalisticamente alla condotta di taluni soggetti di pubblica notorietà.

La satira ha in genere un contenuto etico, soggettivamente ascrivibile all'autore, sebbene di pretesa generale condivisibilità, ed effettivamente il messaggio trasmesso è per solito coincidente con le relative inclinazioni popolari; anche per questo spesso ne sono oggetto personaggi della vita pubblica che occupano posizioni di potere. Le sue origini sono molto antiche e molti studiosi ne intravedono i primi caratteristici connotati già in opere della Grecia antica, come la Lisistrata di Aristofane, sebbene sia con l'età Romana che il genere comincia a seguire una sua strada autonoma, ed anzi Quintiliano la rivendica come il primo vero genere romano non influenzato dalla letteratura ellenica (satura tota nostra), dunque come il primo originale filone della letteratura latina.
Nel tempo, però, alcuni autori come Varrone (ma anche Seneca e, secondo alcuni, anche Petronio) lavorarono alla satira menippea, vagamente ellenizzante ed ispirata alla diatriba cinico-stoica di Menippo di Gadara. Nel significato popolare contemporaneo, si tende ad identificare la satira con una delle forme possibili dell'umorismo e, in qualche caso, della comicità; generalmente, si intende per satira, indiscriminatamente, qualsiasi attacco letterario o artistico a personaggi detentori del potere politico, sociale o culturale, o più genericamente vi si include qualsiasi critica al potere svolta in forma almeno salace. Da un punto di vista strettamente letterario è pertanto assai difficile mantenere oggi una definizione stabile del genus, se non in senso storico, poiché il pur sperabile dinamismo delle forme letterarie risente attualmente di una certa leggerezza e di una pesante ridondanza, non sempre disinteressate, nella classificazione. Le origini del genere, che i romani chiamarono sàtura, erano piuttosto incerte già per gli intellettuali latini, che però ne riconoscevano l'origine autoctona. La teoria per la quale il termine sarebbe da ricondurre al greco sàtyros (satiro) è oggi quasi unanimemente considerata erronea, anche se antica. Il termine etimologicamente risale, più probabilmente, all'espressione satura lanx che indicava nella Roma arcaica (ma per alcuni la locuzione sarebbe etrusca) un piatto di primizie offerte agli dei, da cui derivò l'etimologia del procedimento giuridico detto lex per saturam, che riuniva stralci di vari argomenti in un singolo provvedimento legislativo, è quindi probabile che il valore di «mescolanza, varietà» fosse quello originario. Lo sviluppo della satira presuppone, è stato detto, un pubblico interessato alla poesia scritta, desideroso di una letteratura aderente alla realtà contemporanea e capace di afferrare i riferimenti letterari, le allusioni, le parodie. Le prime testimonianze della satira come genere