Artù nella leggenda

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Il percorso sulla leggenda di Re Artù e del mistero che vi gira attorno. I personaggi alla corte di artù (3 pagine formato doc)

Le leggende della tavola rotonda è composta da de gruppi di racconti chiamati “ciclo bretone” o “ciclo arturiano” La leggenda di Artù nella storia La leggenda della tavola rotonda è composta da dei gruppi di racconti chiamati “ciclo bretone” o “ciclo arturiano”.
Questi testi trattano delle vicende che circondano Artù e i suoi cavalieri; secondo la tradizione questi erano soliti riunirsi ad un tavolo di forma circolare per far sì che non sorgessero tra di loro differenze ed invidie, mettendosi così in una posizione identica per tutti, rispetto al loro re. Queste storie si diffusero in Europa tra il V ed il VI secolo, probabilmente introdotte dai Celti stanziatisi in Bretagna, ed è così che la mitologia celtica s'intrecciò con delle tradizioni successive, fino a collocare il tutto su delle basi storiche.
I primi riferimenti al personaggio di Artù si trovano in testi d'origine gallese: il poema Y Goddodin (VII secolo), alcune storie scritte in lingua latina nel IX e X secolo e i racconti dell'antologia Mabinogion (XII) in cui compaiono anche la moglie di Artù Ginevra, e i cavalieri Kay, Bedivere e Gawain. La prima raccolta di narrative arturiane è l'“Historia Rerum Brittaniae” di Geoffrey da Monmouth, dove Artù è presentato come una figura romantica, anche se il condottiero militare gallese del VI secolo, potrebbe rifarsi ad un modello storico. Nella leggenda Artù è figlio Uther Pendragon, nato a Tintagel nella Cornovaglia, divenne re a 15 anni e fu reso famoso per un gran numero di vittorie in battaglia. Sposò Ginevra e fu capo di una corte a Caerleon (o, in altre versioni, a Camelot).Coinvolto in una guerra nei territori romani, lasciò per un certo periodo il potere in mano al nipote Modred, che però lo tradì e rapì Ginevra.Allora tornò in Brittania, uccise Modred ma si provocò anch'egli una ferita mortale. Fu allora portato via sull'isola di Avalon (paradiso celtico). Autori successivi ampliarono il racconto con una gran quantità di dettagli, introducendo così nuovi personaggi, nuove tematiche ed episodi. Wace introdusse la tavola rotonda, che divenne poi simbolo di Artù e i suoi cavalieri, aggiungendo anche l'antica tradizione che un giorno Artù sarebbe tornato in soccorso del popolo brittanico nel caso che si fosse presentata una grave minaccia. Layamon aggiunse elementi magici alla storia, mentre, autori francesi del XII secolo, seguendo come esempio Cretien de Troyes, narrarono le gesta di singoli eroi, come Lancillotto, Perceval, Gawain e Galahad. Infatti, con il tempo Artù divenne quasi una figura secondaria, poiché i testi ora s'incentravano su argomenti come la ricerca del sacro Graal, l'amore segreto tra Lancilloto e Ginevra, ed altri episodi. Altri personaggi ben conosciuti sono Merlino e Morgan le Fay (sorella di Artù). L'opera “Morte d'Arthur” è definita il culmine della tradizione medievale sulle imprese di re Artù e gli altri personaggi che lo circondavano, ma