La maga Circe: parafrasi

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Parafrasi dell'episodio della maga Circe: Libro X dell'Odissea di Omero (3 pagine formato doc)

LA MAGA CIRCE: PARAFRASI

Circe.
Allora divisi in due gruppi i tutti compagni forti schinieri (gambali),
e diedi un capo a ciascuno dei due gruppi;
ad un gruppo mi misi a capo io e all’altro misi a capo Euriloco.
Il gruppo che doveva partire per primo, viene estratto in un casco di bronzo che scuotemmo velocemente:
toccò al gruppo del coraggioso Euriloco.
Dunque partì assieme ad altri 22 compagni
piangenti; e lasciarono noi singhiozzanti.
Trovarono la casa di Circe in un vallone,
fatta di pietre lisce e ben in mostra.                                                   ( pur essendi al riparo, è ben visibile)
Intorno vi erano leoni e lupi di montagna,
che una volta erano uomini ma che Circe stregò.
Questi non si lanciarono sugli uomini,ma,
con le code li accarezzavano.
Come i cani che si stringono attorno al padrone quando torna a casa dal banchetto,
si sfregano perché porta sempre qualche boccone;
così intorno al gruppo, i lupi zampe veloci e i leoni si sfregano; i compagni  allibirono a vedere quei mostri paurosi.
Si fermarono nell’atrio della casa della dea dalle trecce belle,
e sentivano Circe che dentro cantava dolcemente,
che tesseva la tela grande e immortale, come sono i lavori    ( richiamo all’immortalità della dea)
delle dee, sottili, splendenti e graziosi.
Polite, capo dei valorosi, iniziò a parlare,
che era a me il più caro e il più accorto:
“Qui dentro una persona tesse
e canta soave, e tutto il paese la sente:
o è donna o è dea.

Su, chiamiamola.”

La maga Circe e i compagni di Odisseo: traduzione

LA STORIA DELLA MAGA CIRCE

Così disse e i suoi compagni chiamarono.
Subito lei uscì e aprì le porte splendenti
e li invitò, e tutti entrarono.
Ma Euriloco restò fuori perché temeva un inganno.
Li condusse a sedere sopra troni e divani
e per loro preparò un miscuglio
di cacio,di farina d’orzo e miele che versò nel vino di Prammo: ma univa nel vaso
veleni, perché si dimenticassero le loro terre di origine.
E appena , dopo averglielo dato, loro  ne bevvero,
subito, con la bacchetta li toccò e li trasformò così in porci.


Essi avevano testa, setole voce e corpo
da maiale: solo la mente era umana.
Così li trasformò in suini, e a loro
diede ghiande di leccio e di quercia e cornioli
da mangiare, come fanno i maiali a terra che si rigirano.
Euriloco tornò indietro alla nera nave
a dar notizia dei compagni e a narrare la crudele storia.
Ma non riuscì a dire alcuna parola
dato che era sconvolto,i suoi occhi
erano piene di lacrime.
Ma quando gli altri chiesero a lui,
Euriloco finalmente degli altri raccontò la rovina:
“Andammo come dicesti in mezzo al querceto, Odisseo luminoso,