Parafrasi de "I sepolcri"

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Parafrasi del carme "I sepolcri" di Ugo Foscolo, scritto tra il 1806 e il 1807 (4 pagine formato docx)

E’ forse meno doloroso il sonno della morte all’ombra dei cipressi e dentro i sepolcri confortati dal pianto?


Quando il Sole per me non alimenterà questa bella famiglia di piante e di animali, e quando il futuro non mi si presenterà più con false speranze, e quando da te, dolce amico , non sentirò più i tuoi versi dalla triste armonia, e quando l’ispirazione poetica e l’amore non parleranno piùal mio cuore, uniche passioni nella mia vita da errante, quale sollievo potrà essere una lapide che distingua le mie ossa da quelle degli altri, che la morte semina per mare e per terra?


E’ ben vero, Pindemonte! Anche la Speranza, ultima Dea, lascia i sepolcri; e l’oblio avvolge tutte le cose nella sua oscurità, e l’instancabile forza della natura le affatica con i suoi eterni movimenti e il tempo trasforma l’uomo, i suoi sepolcri gli ultimi lineamenti di un defunto e le rovine lasciate dalla forza del cielo e della terra.

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