Spleen di Baudelaire

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analisi della poesia Spleen di Charles Baudelaire (1 pagine formato pdf)

Spleen di Baudelaire - Spleen di Baudelaire: La poesia è inserita nella raccolta del 1857 I fiori del male, titolo nuovo e sinistro che si riferisce ai fiori carnali, i soli che la terra è capace di produrre, ovvero “cose crudeli o strazianti, tristi o paurose”.

“Spleen” rappresenta infatti l’Angoscia esistenziale del poeta, un peso sull’anima, apparentemente immotivato, perché non legato a nessun male reale e oggettivo, che tuttavia è in grado di corrodere ogni spinta motivazionale per ridurre l’anima del poeta e la sua stessa vita ad un immenso vuoto e ad una noia che egli percepisce in senso cosmico, con un termine inglese dal valore connotativo più ampio rispetto ai corrispondenti francese ennui e italiano tedio.

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E’ un giorno di pioggia; nuvole basse assimilabili ad un coperchio greve e plumbeo pesano sull’anima del poeta già attanagliata da angosce interminabili. Tutto l’orizzonte è buio e chiuso, sembra stritolare gli uomini in un abbraccio mortale; la terra si è mutata in un umido carcere, dove l’umana Speranza svolazza come un pipistrello tra le mura ammuffite.


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I suoi sono movimenti tanto convulsi quanto inutili, rappresentati dall’immagine estremamente evocativa e al tempo stesso raccapricciante della piccola testa nera del pipistrello e delle sue timide ali che insistentemente sbattono contro un cielo angosciante, metaforicamente trasformato in un soffitto corroso dall’umidità.