Il giorno della civetta: recensione e commento

Appunto inviato da marybrother
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Recensione del romanzo Il giorno della civetta con analisi delle tematiche affrontate dall'autore e commento personale (3 pagine formato doc)

IL GIORNO DELLA CIVETTA: RECENSIONE E COMMENTO

Relazione de “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia. E’ ancora buio.

Il sole sale lentamente in cielo a cancellare le poche stelle che ormai brillano fiocamente. Albeggia. La maggior parte della gente è ancora immersa nei sogni ma qualcun altro è già in piedi pronto ad affrontare una giornata qualunque. Ma non per tutti è così.
Il rombo dell’autobus; due colpi; una vita che si spegne. Adesso c’è un corpo, lì, per terra, in un paesino nella brulla Sicilia, del presidente di una piccola compagnia edilizia, Salvatore Colasberna. Morto. Con due colpi di lupara. Ma c’è chi può far luce sull’accaduto, il capitano dei carabinieri Bellodi.

Il giorno della civetta: recensione

IL GIORNO DELLA CIVETTA TEMATICHE

Sciascia in questo libro parte diretto, immediato, con l’episodio più importante della trama, l’omicidio dell’imprenditore Colasberna. Segue il modello di un qualsiasi libro giallo: fatto misterioso, indagini, risoluzione. Ma il romanzo si rivela subito differente: avviene infatti l’omicidio, ma il lettore sa sin dall’inizio chi è il colpevole. Le indagini sono quindi superflue per la risoluzione della vicenda. Anche il protagonista della storia, il capitano Bellodi, è al corrente di come e perché Colasberna sia morto, e deve solo cercare le prove per incastrare i colpevoli. Ma alla fine di tutto i criminali si salveranno e il caso terminerà in modo errato, arrestando un innocente. La conclusione è un po’ inusuale per un giallo ma ciò è vincolato dal fatto che l’autore non voleva scrivere un “poliziesco” qualunque, ma aveva solo l’intenzione di analizzare una problematica della sua terra di origine che hai suoi tempi non era mai stata affrontata: la mafia.

Il giorno della civetta: commento

IL GIORNO DELLA CIVETTA MESSAGGIO DELL'AUTORE

Questo implicava che la storia finisse a favore dei criminali poiché Sciascia in questo modo poteva evidenziare come la mafia, un’associazione di criminalità organizzata, regnasse indisturbata in Sicilia, tenendo sotto controllo anche le forze dell’ordine grazie ai politici che erano legati ad essa.
Il povero capitano Bellodi, uomo del Nord, un ”continentale” per i tanti siciliani, è da solo contro una intera istituzione vigente da molto tempo. Si batte con ardore ricavando tutte le sue energie dagli ideali di libertà e giustizia che fino ad allora lo avevano guidato. Ma infine deve per forza rassegnarsi ed ammettere che sta combattendo con qualcosa più grande di lui. Ma si rende anche conto che egli è una spina nel fianco di questa organizzazione e con l’aiuto di altri e il massimo impegno (“Mi ci romperò la testa”) alla fine il male potrà essere estirpato. Sciascia quindi conclude il romanzo con una speranza ma ciò non cambia il fatto che fino al quel momento la mafia esisteva e niente poteva spazzarla via.
Dopo l’omicidio di Colasberna il capitano Bellodi viene a conoscenza della scomparsa di un povero potatore, un certo Paolo Nicolosi, uscito di casa e non più rivisto dalla moglie lo stesso giorno dell’omicidio, all’incirca alla stessa ora. Il capitano comincia le indagini e le porta avanti di pari passo poiché ne intravede una connessione: crede infatti che lo scomparso, il quale non aveva mai avuto guai con la legge, potesse aver incontrato l’assassino e per questo fosse stato ucciso.

Il giorno della civetta: scheda libro

IL GIORNO DELLA CIVETTA COMMENTO PERSONALE

Intanto nell’interrogatorio del confidente del paese escono due nomi, uno dei quali può essere quello dell’assassino. Il ruolo del confidente, Calogero Dibella soprannominato “Parrinieddu”, è infatti quello di aiutare la legge a fare giustizia per mezzo di soffiate, sentendosi in questo modo autorizzato ad intraprendere attività illecite. Essendo però un uomo legato alla mafia, facente parte di una delle due cosche del paese, le sue spiate sono di solito false, servono a coprire le malefatte della sua cosca. I carabinieri sanno questo ma essendo impotenti con una organizzazione così determinata si accontentano di arrestare qualcuno.