I Pensieri di Blaise Pascal: analisi e commento

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Analisi e commento del libro di Blaise Pascal, I Pensieri (1 pagine formato doc)

PENSIERI PASCAL: ANALISI

Relazione su i “Pensieri” di Blaise Pascal.

Pensieri (Pensees) è il titolo sotto il quale furono pubblicati nel 1670 dagli amici di Port Royal gli appunti e le annotazioni che Pascal aveva scritto in vista di quella Apologia del Cristianesimo, che la malattia e la morte gli impedirono di portare a compimento. L'edizione del 1670 era il risultato di una scelta di una scelta arbitraria di pagine di frammenti, presentati per di più in un ordine discutibile.
La prima edizione integrale fu pubblicata a Faugère nel 1844. Gli argomenti della filosofia e della teologia razionale non hanno presa sul "libertino", sull'incredulo lontano da Cristo, al quale l'apologetica pascaliana si rivolge. I discorsi dei teologi possono consolidare le certezze del credente, non svegliare nel miscredente l'inquietudine e produrre quella presa di coscienza sulla quale si radica e cresce l'esigenza religiosa. L'apologetica pascaliana dell'immanenza si muove perciò dall'esplorazione della condizione dell'uomo e, portando alla luce con rigorosa insistenza i contrasti e le contraddizioni, dai quali essa è lacerata, mostra alla fine che l'appello alla trascendenza e la fede nel Cristo mediatore danno senso a un dramma altrimenti assurdo e senza esito.

Blaise Pascal: filosofia e pensiero

COMMENTO PENSIERI PASCAL

Più che alla ragione ci si rivolge dunque in quest' indagine alle "ragioni del cuore", più che all'esprit de geometrie, all'esprit de finesse. In verità la scissione e la fondamentale ambiguità sono i tratti distintivi dell'uomo. Questo essere contraddittorio cerca soprattutto la verità e non può mai raggiungerla. Da essa lo tengono lontano le "potenze ingannatrici" insite nella sua stessa natura. I sensi, la volontà, l' "amore di se", la ragione, e, prima fra tutti, l'immaginazione, "maestra di errore e di falsità", lo confondono e lo fuorviano. L'uomo aspira inoltre all'ordine e alla giustizia, ma è condannato a sottostare ai capricci dell'opinione e dell'arbitrio. I costumi sono assurdi, i regimi politici poggiano sull'irrazionale, il diritto si basa sulla forza. Anche l'anelito verso la felicità è perennemente deluso e al posto di essa l'uomo trova solo "la miseria e la morte". E poiché d'altronde nessuno dei sistemi filosofici da lui escogitati può soddisfarlo, l'uomo tenta, ma invano, di sfuggire alla sua condizione con il divertissement, lasciandosi assorbire dalle occupazioni e dalle distrazioni.
E tuttavia, malgrado la sua miseria, e proprio per il fatto che ne è consapevole, l'uomo è grande.

Blaise Pascal: riassunto

PASCAL: PENSIERO FILOSOFICO

È "una canna, ma una canna pensante". La coscienza è il sigillo dell' incontestabile superiorità dell'uomo. Abisso di grandezza e di piccolezza, né angelo né bruto, enigma vivente, l'uomo può trovare la spiegazione di se stesso solo nella religione. E fra tutte le religioni la cattolica è quella che rende meglio conto della nostra natura, in quanto spiega la nostra grandezza con la creazione divina, la nostra debolezza col peccato originale e la possibilità del riscatto con la croce di Cristo. Vale la pena di rischiare una perdita insignificante per un premio infinitamente grande, dice il celebre argomento della scommessa. Se, comunque, la fede ci sarà data, allora capiremo anche il valore di quelle altre prove, che di per se non sono certo pienamente convincenti: la storia del popolo ebraico, le profezie, i miracoli, la perpetuità della Chiesa di Cristo.

Blaise Pascal: biografia e pensiero