Relazione sul libro Sopravvivere coi lupi

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relazione sul libro "Sopravvivere coi lupi" di Misha Defonseca (2 pagine formato doc)

Relazione sul libro Sopravvivere coi lupi - Trama “Sopravvivere coi lupi” è un libro autobiografico scritto da Misha Defonseca, una donna ebrea che ha deciso di raccontare la sua vita lasciandola come testimonianza dell'Olocausto.

Misha era una bambina di sette anni che viveva insieme ai suoi genitori in Belgio, fino a quando arrivarono i nazisti che li arrestarono. Ma i genitori, prevedendo quella fine, decisero di salvarla affidandola ad una famiglia cattolica: i De Wael. Questi le evitarono la deportazione, ma coglievano ogni occasione per deriderla, umiliarla e privarla di ogni bene.

Sopravvivere coi lupi: trama e commento


Le mutarono il nome in Monique, la mandavano spesso alla fattoria del nonno, che in realtà era lo zio di Monsieur De Wael.
Il nonno e sua moglie Marthe erano due persone fantastiche: riuscivano a darle tutto l'affetto che le mancava e a farla sorridere. Inoltre le facevano vedere le cartine dell'Europa e le regalavano qualche vestito pesante. Ma questo non la rendeva veramente felice: lei voleva rivedere i suoi genitori. Così una notte prese uno zainetto nel quale mise un po' di viveri, qualche indumento pesante, una bussola e un coltello. Si tagliò i capelli con le forbici per somigliare ad un maschio e scappò dirigendosi verso est dove aveva sentito che era stata deportata la madre. Si avventurò nei boschi e si abituò ad una vita selvaggia: mangiava quello che trovava, non si lavava mai, beveva dai fiumiciattoli o dalle pozze, e dormiva su un soffice letto di aghi di pino.

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Avvicinandosi ai villaggi cercava qualcosa da poter rubare: dal cibo alle scarpe, che erano molto scomode a causa delle piaghe che le creavano. L'unica compagnia su cui poteva contare erano i cani a cui spesso offriva un po' di cibo. Per il resto stava lontano dalle persone e se proprio doveva attraversare qualche villaggio non le guardava negli occhi e non rispondeva a nessuna domanda per non fare intuire la sua nazionalità. Un giorno, all'interno del bosco, incontrò una lupa ed un lupo, che chiamò rispettivamente Rita e Ita. Iniziò a stringere amicizia e imparò a comportarsi esattamente come loro finché un cacciatore uccise i due animali: per Mishke fu un duro colpo, perché era come se fosse rimasta orfana per la seconda volta.

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