Il rapporto tra uomo e ambiente: tesina

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Il rapporto tra uomo e ambiente: tesina sul degrado ambientale, sui rimedi, parchi e associazioni, sull'inquinamento, i rimedi tentati dall'uomo e conclusioni (9 pagine formato doc)

UOMO E AMBIENTE

Il degrado ambientale.

Per molto tempo della sua storia l’uomo ha vissuto in equilibrio con l’ambiente. Poi con l’avvento della rivoluzione industriale tutto è cambiato. L’uomo ha cominciato a sfruttare in modo eccessivo le risorse naturali, come se queste fossero una riserva inesauribile di ricchezza. Ha distrutto foreste, ha introdotto colture inadeguate, ha costruito dappertutto abitazioni e strade.
Il degrado ambientale di cui oggi parliamo ha origini riconducibili all’azione dell’uomo. E’, infatti, dalla Rivoluzione Industriale che si è verificata un’intensificazione delle attività produttive per far fronte agli aumentati bisogni delle comunità umane.
Spazi sempre più vasti sono stati acquisiti all’agricoltura; la conseguente distruzione del manto vegetale originario, specialmente ha consentito un’accelerazione del processo erosivo  - suolo eroso vuol dire suolo più povero di principi nutritivi, meno fertile.

I principi nutritivi degli alimenti: tabella

RAPPORTO UOMO E AMBIENTE NEL TEMPO

D’altra parte, per accrescere la produzione di derrate alimentari, l’uomo fa uso di agenti chimici che colpiscono non soltanto gli elementi biologici nocivi, ma anche gli insetti benefici, le piante utili, il suolo e l’uomo stesso.
Ancor più preoccupante la situazione determinata in molti territori dallo sviluppo concentrato dall’industrializzazione. L’azione dell’attività industriale si manifesta anzitutto come “attacco” alle risorse naturali, con lo sfruttamento delle materie prime.

L’ESAURIMENTO DEI GIACIMENTI. Ai ritmi attuali carbone e ferro possono durare ancora per alcuni secoli, ma petrolio, gas naturale, rame, stagno e mercurio sono destinati a un rapido esaurimento.
Fino a quando il mondo potrà disporre di petrolio a buon mercato? Forse solo per pochi anni, al massimo una dozzina. Poi sarà un privilegio di pochi. Attualmente il petrolio fornisce circa il 40% dell'energia consumata nel mondo: ne utilizziamo circa 28 miliardi di barili l’anno (1 barile = 159 litri). Le previsioni dell'Iea (International Energy Agency) sostengono che nel 2020 arriveremo a consumarne quasi 42 miliardi di barili. Previsioni che si riferiscono al consumo energetico nell'ipotesi che l'economia mondiale continui a crescere nei prossimi vent'anni con un tasso medio del 3% annuo, tenendo conto del miglioramento dell'efficienza nell'uso delle fonti di energia.

Il rapporto tra uomo e ambiente: tema

RAPPORTO UOMO E AMBIENTE TESINA

Ma il problema è sottolineato da un gruppo di geologi ed esperti dell'Aspo (Association for the Study of Peak Oil) che lo scorso maggio si sono riuniti a Uppsala, in Svezia- è che per garantire questo fabbisogno energetico si dovrà fare i conti con le riserve mondiali di petrolio, per capire se saranno in grado di stare dietro all'aumento della domanda. Secondo l'Aspo le risorse sono pari a circa 2.000 miliardi di barili, e su questa stima si basa la loro previsione del picco di produzione. L'Iea, le cui previsioni fanno da riferimento per la maggior parte dei rapporti ufficiali, utilizza invece su una stima delle risorse disponibili pari a circa 3.000 miliardi di barili, derivata da una analisi pubblicata nel 1999 dalla Usgs (US Geological Survey).
L’attività industriale è, inoltre, fonte di inquinamento originato dai rifiuti della produzione industriale stessa, reimmessi nella biosfera essenzialmente essenzialmente attraverso le acque e l’aria, avvelenandone gli elementi costitutivi.

Il difficile equilibrio tra uomo e ambiente: tema

L'UOMO E LA DIFESA DELL'AMBIENTE

La vita di tutti gli uomini è concentrata prevalentemente in alcune zone, rese più ricche ma anche più vulnerabili all’inquinamento. La maggior parte dell’umanità resta esclusa da ogni forma di sviluppo moderno e conosce i drammi di una spaventosa arretratezza.
I rimedi, i parchi, le associazioni. Le associazioni ambientalistiche. Alcune associazioni ambientalistiche operano già da qualche decennio. Queste hanno come scopo diffondere il rispetto dell’ambiente e un corretto comportamento nei confronti degli altri esseri viventi. Tra essi ricordiamo WWF, Italia Nostra, Pro Natura, LIPU, LEGAMBIENTE.
Il WWF (World Wildlife Fund) venne istituito in Svizzera nel 1961 per salvare la flora e la fauna di tutto il mondo, minacciate dallo sviluppo industriale e dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. Già da parecchi anni gli ecologi avevano dichiarato che l’uomo ben presto si sarebbe trovato ad abitare in un pianeta devastato, deserto di piante e di animali, privo di risorse e in ultima analisi destinato all’estinzione.
I temi che accomunano gran parte dei movimenti ambientalisti fin dalla loro nascita sono: ecologia, democrazia diretta, pace e giustizia sociale.
Il primo partito verde d'Europa fu fondato in Gran Bretagna nel 1973 con il nome di People, successivamente cambiato in Ecology Party e quindi in Green Party. I suoi membri fondatori trassero ispirazione dalle considerazioni emerse in seno al dibattito sui limiti dello sviluppo che animò gli anni Sessanta. In quegli anni, infatti, si cominciò a comprendere che l'ambiente, in conseguenza del rapido incremento demografico degli ultimi decenni, era ormai soggetto a fattori di stress (sovrasfruttamento, inquinamento ecc.), i quali ne stavano compromettendo, a volte irrimediabilmente, il naturale equilibrio e la capacità di rigenerazione.

Il rapporto tra uomo e ambiente nella storia: riassunto

I PARCHI E LE RISERVE NATURALI

I parchi e le riserve naturali. Negli ultimi anni è aumentata anche l’attenzione verso i parchi naturali.
Le prime riserve naturali d’Europa sorsero nel 1861, mentre quelle dell’America erano già nate nel 1839 e nel 1864 il presidente degli States Abraham Lincoln salvò la Valle della Sierra Nevada e le colossali sequoie giganti della California.
Tuttavia il primo vero parco naturale del mondo fu quello creato nel 1872 a Yellowstone.
Nello stesso secolo vi furono numerose altre istituzioni: nel 1879 in Australia, nel 1895 nel Canada, nel 1897 in Nuova Zelanda e nel 1898 in Sudafrica e in Messico.
In Europa i parchi naturali furono creati solo nel‘900. I primi nel 1909 in Germania e Svezia, nel 1913 in Francia e nell’anno successivo in Svizzera.
L’Italia adottò i primi parchi nel 1922, con il parco naturale dell’Abruzzo e del Gran Paradiso.
Oggi invece in molti hanno compreso che un moderno parco ben condotto e organizzato comporta benefici assai superiori a qualsiasi tipo di sviluppo possibile.
Un parco non è soltanto una riserva intatta di vita, è una fedele testimonianza dello splendore della natura.