Mi chiamo Rigoberta Menchù: trama

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riassunto del libro "Mi chiamo Rigoberta Menchù" di Elisabeth Burgos. Comprende anche analisi stilistico narratolgica, frasi particolari del libro e commento (5 pagine formato doc)

MI CHIAMO RIGOBERTA MENCHU' TRAMA

Mi chiamo Rigoberta Menchù Autrice: Elisabeth Burgos, che ha trascritto l'autobiografia di Rigoberta Menchù.

Anno della prima pubblicazione: 1983 Editions Gallimard. Dati del volume di cui sono in possesso: Impresso nel mese di Ottobre 1983 presso Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Stabilimento Nuova Stampa di Mondadori, Cles (TN). Genere: Autobiografia di Rigoberta Menchù, raccolta e trascritta da Elisabeth Burgos. Questo libro è un viaggio alla scoperta delle atroci sofferenze che il popolo indigeno guatemalteco (Rigoberta fa parte dell'etnia Quiché) subisce da generazioni. Raccontando la sua personale esperienza di vita, Rigoberta Menchù affronta le tematiche comuni a tutto il suo popolo, quali lo sfruttamento da parte dei proprietari terrieri e dei ladinos, ovvero i meticci, che derivano dall'unione degli indios con gli spagnoli; la sofferenza per la fame; i sacrifici dovuti affrontare nel tentativo di rivendicare i propri diritti, sacrifici fra i quali sono inclusi la perdita di persone che avevano preso parte a lotte e manifestazioni e erano state brutalmente uccise in questi scontri.

Mi chiamo Rigoberta Menchù: recensione libro


MI CHIAMO RIGOBERTA MENCHU': RIASSUNTO

Assieme al racconto delle sofferenze dovute passare, Rigoberta narra delle tradizioni del suo popolo, delle cerimonie che vengono effettuate, del significato di ciascuna di esse, ci parla del nahual, che è legato al giorno della nascita e molto spesso è un animale, ci parla della cerimonia del matrimonio, e di come avviene il fidanzamento, con il ragazzo che si presenta a casa della ragazza con offerte che il padre può accettare o declinare in caso voglia dare in sposa la figlia o meno.

Le conversazioni dei due giovani si svolgono sempre in presenza di uno dei due genitori, onde preservare la purezza della ragazza, che è comunque libera di decidere se il ragazzo le piace o no, se è il caso di sposarsi o no.

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TRAMA DEL LIBRO MI CHIAMO RIGOBERTA MENCHU'

Rigoberta racconta delle differenze di linguaggio anche fra gli stessi popoli indigeni, e di quanto sia straziante non potersi capire, di quanto questo aspetto renda più difficile anche l’organizzarsi per ribellarsi allo Stato e alle imposizioni dei proprietari terrieri e dei ladinos, e di come si siano separati da sempre dai ladinos, anche quelli poveri, perché in molti casi anche questi ultimi si sentivano comunque superiori agli indios, nonostante avessero la stessa situazione economica, subissero lo stesso sfruttamento. Colpisce il racconto della morte dei fratelli nelle fincas, uno morto per denutrizione, l’altro avvelenato perché i proprietari terrieri cospargevano la terra delle piantagioni di concimi velenosi per l’uomo quando gli indigeni vi lavoravano; colpisce ancora di più, fino ad arrivare a provare pressoché lo stesso odio provato in quei momenti da Rigoberta, fino a chiedersi come si può comportarsi così, il racconto della tortura e dell’uccisione del fratello sedicenne accusato di essere comunista, e della madre di Rigoberta, figura autoritaria e combattiva.