Le politiche industriali: riassunto e definizione

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Definizione delle politiche industriali europee e italiane. Riassunto dal libro "Politica economica" di Roberto Cellini, McGraw-Hill (3 pagine formato doc)

POLITICHE INDUSTRIALI

Le politiche industriali (cap.

XIV°). Quando si parla di politiche industriali ci si riferisce all’insieme delle politiche che mirano a governare la struttura produttiva ed il potenziale produttivo di un’economia, in particolare, mirano a influenzare i comportamenti relativi alle decisioni di produzione, all’interno di un sistema economico.
La composizione strutturale di un’economia.
Un sistema economico può essere rappresentato in diversi modi, tra cui:
o In base al settore:
1) Il settore dell’agricoltura (settore primario);
2) Il settore dell’industria (settore secondario);
3) Il settore dei servizi (settore terziario).

Liberismo: definizione

POLITICA INDUSTRIALE DEFINIZIONE

Tale ripartizione fu suggerita da Clark (1940) che segnalò come il processo di sviluppo economico coincidesse con un espansione del settore industriale e con una contrazione del settore dell’agricoltura provocando un mutamento strutturale che, sempre secondo Clark, sta alla base del processo di sviluppo economico. Ma il mutamento strutturale più eclatante riguardò la contrazione dell’industria a favore dei servizi; in questo caso la produttività del lavoro nel settore dei servizi cresce più lentamente rispetto a quanto avviene nell’industria e porta ad abbassare il tasso di crescita della produttività del lavoro misurata a livello aggregato.
Alla composizione dei beni:
- Beni commerciabili, sono quei beni che possono essere consumati in un posto diverso da dove vengono prodotti e sono caratterizzati da una forte concorrenza che ne influenza il prezzo (ad esempio: i beni agricoli e i manufatti);
- Beni non commerciabili, sono quei beni che non risentono della concorrenza in quanto sono prevalenti nel settore dei servizi.
Alla dimensione delle imprese:
- Piccole, fino a 200 dipendenti;
- Medi, fino a 500 dipendenti;
- Grandi, con oltre 500 dipendenti.

Guerra fredda e ricostruzione: riassunto

POLITICHE INDUSTRIALI EUROPEE

Conoscere la composizione dell’industria in relazione alla dimensione d’impresa fornisce un’informazione importante relativamente ai punti di forza e di debolezza della struttura industriale, in quanto le piccole e medie imprese sono caratterizzate da maggiore flessibilità tecnologica rispetto alle grandi imprese, ma scontano posizioni di debolezza soprattutto nei mercati di approvvigionamento degli input.
o Alla composizione della tecnologia, che può essere a basso o ad alto contenuto di innovazione.

Sotto questo profilo la composizione di un sistema economico fornisce informazioni sul potere di mercato che possono esercitare le imprese e sulle potenzialità di mutamento tecnologico futuro.

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POLITICA INDUSTRIALE ITALIANA

Le politiche industriali in Italia e nei Paesi europei.
La storia delle politiche industriali che si sono succedute nella Repubblica italiana possono essere distinte in tre fasi:
1) Le politiche industriali selettive (anni Cinquanta-Settanta): l’Italia, come tutti i Paesi europei, esce dalla seconda guerra mondiale, con l’apparato produttivo pesantemente danneggiato. Il primo obiettivo è quindi la ricostruzione appoggiata dagli aiuti internazionali (Piano Marshall e accordi tra Paesi europei); infatti le prime istituzioni comunitarie (CECA: Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio; EURATOM: Comunità per l’energia Atomica) sono nate per rafforzare la struttura produttiva dei Paesi della Comunità europea in specifici settori, ritenuti di particolare importanza strategica per i Paesi della Comunità.