Le regole del metodo sociologico

Appunto inviato da silvialba
/5

Riassunto del libro di Durkheim "Le regole del metodo sociologico" (31 pagine formato doc)

Il capitale sociale istruzioni per l'uso, Il Mulino, 2001 LE REGOLE DEL METODO SOCIOLOGICO Émile Durkheim 1895 Introduzione Problema del fondamento metodologico della scienza sociale: obbiettivo del volume è quello di costruire un metodo di ricerca adatto ai fenomeni sociali partendo dai risultati pratici ottenuti nelle ricerche.
Questo metodo era già stato implicitamente presentato nell'opera la divisione sociale del lavoro. I grandi sociologi, infatti, che all'epoca sue erano considerata dei classici Spencer e J. Stuart Mill nelle loro opere non si sono mai occupati del metodo di ricerca concentrandosi sulla dimostrazione della possibilità di applicare delle leggi universali alla società (Spencer con la legge dell'evoluzione), oppure MIll con la presentazione delle difficoltà intrinseche della sociologia). I capitolo: Che cos'è un fatto sociale Il fatto sociale non può essere definito in base alla sua generalità al­l'interno della società.
Caratteri distintivi del fatto sociale: la sua esteriorità rispetto alle coscienze individuali; l'azione coercitiva che esercita o è suscettibile di esercitare su queste coscienze. Applicazione di tale definizione alle pratiche stabilite e alle correnti sociali. Verifi­cazione della definizione. Un' altra maniera di caratterizzare il fatto sociale: lo stato di indipen­denza in cui si trova rispetto alle sue manifestazioni individuali. Ap­plicazione di questa caratteristica alle pratiche stabilite e alle correnti sociali. Il fatto sociale si generalizza 'perché è sociale, anziché essere sociale perché è generale. Come questa seconda definizione rientra nel­la prima. In quale maniera i fatti di morfologia sociale rientrano in questa stes­sa definizione. Formula generale del fatto sociale. Un fatto sociale è: ogni modo di fare, più o meno fissato capace di esercitare sull'individuo una costrizione esterna. Esistono infatti modi di agire, di pensare e di sentire che hanno proprietà tali da esistere al di fuori delle coscienza individuali, hanno capacità coercitiva sugli individui e a loro si impongono (sia in modo che questi stessi se ne accorgano sentendoli come coercitivi sia che questi si conformino a loro spontaneamente non sentendo questo senso di coercizione), la coercizione rimane intrinseca dei fatti sociali. Questo si sperimenta nelle norme del diritto, ma anche nelle consuetudini dell'abbigliamento, nella lingua di un paese…ecc. anche quando un individuo innovatore cerca di sottrarsi a questa coercizione per imporre una innovazione per riuscire a emergere deve scontrarsi con queste regole e ne sente per reazione una resistenza. Il termine coercizione è da intendersi nel senso che non esiste l'individualismo assoluto: ogni persona vive immersa in idee, tendenze elaborate in un'altra dimensione quella sociale e da qui imposte all'individuo. Non viene esclusa la coscienza individuale. un modo di fare che ha un'estensione generale nella società e che ha un'esistenza propria indipendente dagli indivi