L'arte moderna: movimenti e artisti

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Movimenti e artisti dell'arte moderna: le caratteristiche. Dalla corrente impressionista a quella del Futurismo (10 pagine formato doc)

ARTE MODERNA: MOVIMENTI E ARTISTI

L’Impressionismo.

E’ la prima corrente di arte moderna perché per la prima volta, gli artisti esprimono la loro sensibilità personale attraverso l’impressione.
Nasce a partire dalla seconda metà dell’800 e dà i suoi migliori frutti tra il 1860 e 1880. Il nome deriva dal dipinto di Claude Monet “impression, soleil levant” (impressione, sole nascente) dato da un critico in forma dispregiativa che considerava quest’arte una cosa qualunque. Il primo gruppo di artisti impressionisti si forma dopo l’esposizione al salon des refuses, fatto istituire da Napoleone III per venire incontro alle esigenze degli artisti rifiutati dagli altri saloni.
Caratteristiche tecniche dell’Impressionismo.
-    Non esiste più la committenza.
-    I soggetti sono paesaggi molto spesso con acqua, folle davanti ai caffè, scene familiari, ritratti.
-    Non c’è più il volume, si rappresenta la vibrazione della luce.
-    Non ci sono più le sfumature.
-    Non c’è più la prospettiva lineare ma aerea (fatta di colore).
-     Il disegno è sommario e poco curato.
-     La tecnica è a olio o pastello oleato.
-    Le pennellate sono rapide, irregolari, dense di colore.
-     Il colore è dato puro, spesso a puntini.

Pop art: riassunto

Altri impressionisti
Claude Monet: paesaggi soprattutto con acqua.
Edouard Manet : paesaggi e ritratti di famiglia.
Edgar Degas: ballerine classiche e corse di cavalli.
Paul Cézanne: dipinge ancora con un po’ di volume.
Camille Pissarro: paesaggio con luce dorata.
Alfred  Sisley, Georges Seurat, Paul Signac: puntinisti.
Odillon Redon: soggetti di tipo simbolico e mitologico; sarà poi simbolista.
Berthe Morisont: preferisce scene familiari.
Filippo de Pisis: (impressionista italiano a Parigi) nature morte parigine.
Giuseppe Boldini: (impressionista italiano a Parigi) donne dell’alta società parigina.

ARTE MODERNA: POST-IMPRESSIONISMO

Il post-impressionismo.

E’ una corrente esclusivamente pittorica che dà i suoi migliori frutti tra il 1880 e il 1900.
La pittura ha le stesse caratteristiche di quella impressionista nella tecnica, nel colore, nel disegno…, ma aggiunge a questa l’espressione dei sentimenti dell’artista intesi come esperienza di vita vissuta (drammaticità, ricchezze, povertà, vizio…). Quest’arte è  di più lunga esecuzione, fatta quasi sempre in luoghi chiusi, pertanto non si dipinge più il vibrare della luce.
Vincent Van Gogh (1853 – 1890): pastore protestante, svolse la sua opera pastorale in gioventù presso i minatori, venendo a contatto con la vita misera e senza speranza. Lasciò il servizio pastorale perché avvertì un certo disagio psicologico nel fronteggiare situazioni difficili. Si trasferì a Parigi dove il fratello Teo dirigeva una galleria d’arte e dove ebbe modo di conoscere gli impressionisti e Gauguin. Con il nuovo amico si trasferì in Provenza dove le sue difficoltà psicologiche divennero più evidenti: egli alternava fasi di benessere e di grande produttività a momenti di profonda depressione.

GLI STILI NELL'ARTE MODERNA

La sua pittura esprime tutto il suo dramma esistenziale attraverso il disegno dalle linee contorte e aggrovigliate, attraverso le pennellate grasse, dense di colore, irregolari, fatte a virgola e a vortice. Dipinge cieli che sembrano risucchiare lo spettatore (che guarda i suoi quadri), dipinge ulivi e cipressi contorti e nodosi, che portano su di loro il segno della calamità e del tempo.
I suoi colori preferiti sono il giallo e il blu con tutte le loro combinazioni possibili. Il giallo è il colore dell’instabilità, dei bambini e della voglia di futuro; il blu è il colore della stabilità, nella ricerca della figura in sé e negli altri e dell’ amicizia. La presenza contemporanea di questi due colori dimostra un equilibrio o il non raggiungimento dello stesso.
Opere:
Periodo olandese: Mangiatori di patate.
Periodo francese: La sala di biliardo, I girasoli, Campo di grano, Notte stellata, vari paesaggi provenzali, ritratti e autoritratti (i colori sono più chiari e solari).
Paul Gauguin (1848 – 1903): agente di cambio e pittore dilettante, conosce gli impressionisti e Van Gogh, e da questi prende vitalità la sua pittura; si trasferisce con Van Gogh in Provenza mediterranea, alla ricerca di paesaggi più assolati e di colori più intensi. Per due anni vive un’intensa stagione pittorica in cui disegna molto tanto quanto litiga con Van Gogh. Dopo l’ennesima lite furibonda, Gauguin  si trasferisce a Tahiti alla ricerca di un mondo primordiale e di sentimenti semplici, non inquinati dalle ideologie e dalle regole della società.
Immerso nella natura primitiva, egli dipinge personaggi dell’isola con colori caldi, spesso a compiture piatte, dove esprime la sua sensualità e la sua natura che non si adatta alle regole sociali.
I colori prevalenti sono il giallo e il blu con intrusioni di altri colori caldi.