Progetti delle piante basilicali per la Basilica di San Pietro di Roma

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Progetti dei vari artisti che hanno lavorato per il raggiungimento della pianta della Basilica di San Pietro (3 pagine formato docx)

PROGETTI BASILICA DI SAN PIETRO

I vari progetti per la Basilica di San Pietro a Roma.

Nella storia della ricostruzione di S. Pietro si alterneranno progetti a pianta centrale, rispondenti alle esigenze estetiche del tempo,  e progetti a pianta longitudinale, rispettosi delle esigenze liturgiche. Il Bramante demolì il transetto, il quadriportico, le cappelle della vecchia basilica e le strutture dell’abside nuova, iniziate dal Rossellino cinquant’anni prima. Della parte occidentale dell’antica basilica restarono in piedi solo la navata centrale, e l’abside. Nel 1505 Il Bramante progettò un edificio a croce greca inscritta in un quadrato ispirandosi ai grandi monumenti dell’antichità romana, intendendo con ciò innalzare «la cupola del Pantheon sulle volte della basilica di Massenzio».
La basilica avrebbe quindi dovuto concludersi con un’enorme cupola centrale e quattro cupole laterali sorrette da quattro grandi pilastroni ( Papa Giulio II pose la prima pietra della nuova basilica il 18 aprile 1506).

Raffaello Sanzio: riassunto

ANTICA BASILICA DI SAN PIETRO IN VATICANO

Nel 1514 Giulio II affidò la fabbrica di S. Pietro a Raffaello che elaborò un progetto a pianta longitudinale rimasto del tutto sulla carta. Dal 1520 al 1534 si verificò una lunga interruzione dei lavori. Nel 1534 Paolo III Farnese affidò la ricostruzione a Baldassarre Peruzzi e ad Antonio da Sangallo il Giovane. Il Peruzzi elaborò un progetto a pianta centrale (che rimase anch'esso sulla carta) inserendo una croce greca sia internamente che esternamente, entrambe inscrivibili in quadrato. Egli lasciò le quattro cupole sorrette da pilastroni  del Bramante e i deambulatori in prossimità delle absidi. Nel 1536 il Sangallo ritornò  al progetto a croce latina di Raffaello, ma giudicando il corpo longitudinale troppo alto rispetto alla larghezza, rialzò il pavimento della basilica di circa m. 3,20 rispetto a quello della basilica costantiniana. Si creò così un'intercapedine che prese il nome di Grotte Vaticane in cui in seguito furono  immagazzinati tutti i reperti di valore della vecchia basilica

LA NUOVA BASILICA DI SAN PIETRO, BRAMANTE

Nella zona presbiteriale inserisce una croce greca e a fianco della cupola centrale ne posiziona altre quattro di dimensioni minori nei lati del quadrato, più una al centro del deambulatorio. Quando nel 1546 Michelangelo, per incarico di Paolo III Farnese, subentrò al Sangallo, aveva ormai 72 anni. Il Buonarroti fece abbattere tutto ciò che il Sangallo aveva costruito e ritornando al progetto del Bramante lo semplificò e lo rese più grandioso. Infatti compattò la struttura per sottolineare l’impatto alla cupola, ispirata a quella del Brunelleschi nella Chiesa di Santa Maria del Fiore in Firenze. Alla morte di Michelangelo, nel 1564, erano stati ultimati i tre bracci con le rispettive absidi e la cupola giungeva all'altezza del tamburo.