“Il Parini, ovvero della gloria”, di Leopardi

Appunto inviato da lilialarbi
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Note sintetiche, capitolo per capitolo, sulla celebre "operetta morale" del poeta di Recanati (5 pagine formato doc)

CAPITOLO 1: Il L.
narra come il Parini (considerato in questa operetta "uno dei pochissimi Italiani che all'eccellenza nelle lettere congiunsero la profondità dei pensieri e molta notizia ed uso della filosofia presente")
si sia rivolto ad un suo discepolo, particolarmente portato agli studi, che ricercava la gloria per renderlo consapevole delle difficoltà che si frappongono al conseguimento della stessa e quale può essere il frutto che eventualmente produrrebbe il suo conseguimento.

CAPITOLO 2: Parini espone il tema che intende trattare nel corso del dialogo. Ovvero le difficoltà che contrastano o impediscono il conseguimento della gloria da parte della maggioranza dei grandi scrittori
  1. solamente chi è abituato a scrivere può giudicare un buon scritto;
  2. lo stile è fondamentale, e poiché la lingua utilizzata è strettamente connessa allo stile ne consegue che uno scritto può essere giudicato solamente da chi che conosce bene la lingua;
  3. non basta saper scrivere, ma bisogna saper scrivere perfettamente per poter giudicare una grande opera;
  4. la maggior parte delle volte, inoltre, la stima nei confronti di grandi scrittori nasce più dalla consuetudine e da opinioni universalmente e ciecamente condivise piuttosto che dalla formulazione di un giudizio soggettivo (a tal proposito L. fa una digressione autobiografica relativamente alle sue letture giovanili dei poemi di Virgilio).
Il capitolo si conclude con l'affermazione che la fama degli scrittori eccelsi sia effetto più del caso che per opera dei loro effettivi meriti letterari.

CAPITOLO 3: Nel capitolo precedente si è dimostrato quante poche persone potranno, potenzialmente, ammirare l'eccellenza di uno scrittore. Nel capitolo presente si vuole dimostrare come intervengano vari impedimenti tali che anche questi pochi letterati non riescano a scorgere i segni della validità di un'opera quasi perfetta.
Il cuore del ragionamento è il seguente: " .. gli scritti ... non tanto si giudicano dalle loro qualità in se medesime, quanto dall'effetto che essi fanno nell'animo di chi legge.".