Novecento pedagogico di Chiosso

Appunto inviato da espositogiulia90
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Il testo costituisce un vero e proprio classico della storiografia pedagogica italiana (9 pagine formato docx)

John Dewey è conosciuto soprattutto per aver dato vita ad un scuola elementare sperimentale annessa all’università di chicago.
E fu proprio questa ad aver costituito la premessa alla sistemazione della sua riflessione pedagogica. Questa inversione di ordine logico(dalla pratica alla sistemazione teorica) non deve stupire perché in Dewey teoria e pratica risultano associate, anzi la sistemazione teorica ha senso solo se ha riscontro nei risultati pratici. Non si può parlare della pedagogia deweyana se non la collochiamo nel contesto delle vicende della società americana nel passaggio tra i due secoli: percorsa da una forte immigrazione, dai processi di industrializzazione e dall’urgenza di affrontare i bisogni dell’individuo e della comunità.


La giovane nazione americana era alla ricerca di un’identità e di un costume democratico che avevano ancora poco spessore, anche se erano animati da un forte orgoglio. Questo contesto ha molta importanza per interpretare quello che è il primo dato della pedagogia del Dewey e cioè la sua finalità funzionalistica: l’educazione coincide con i processi di socializzazione.
Nel primo articolo del manifesto pedagogico deweyano si legge: ogni educazione deriva dalla partecipazione dell’individuo alla coscienza sociale della specie. Questo processo s’inizia inconsapevolmente quasi dalla nascita e plasma le facoltà dell’individuo, formando i suoi abiti ed esercitando le sue idee. La vera educazione avviene attraverso lo stimolo esercitato sulle facoltà del ragazzo da parte delle esigenze della situazione sociale nella quale esso si trova(il mio credo pedagogico).


In Dewey, l’istanza funzionalistica non si appiattisce su forme di adattamento preordinato; nel confronto con durkheim(il quale indagò sui meccanismi dell’adattamento sociale), si può osservare che mentre nel sociologo francese prevaleva la preoccupazione di tenere unità una società e una tradizione percorse da un cambiamento tumultuoso, ma ancora strutturate intorno ad un nucleo organico di valori, nel pedagogista e filosofo americano si manifestò una maggiore flessibilità nel concepire la prospettiva funzionalistica, nella consapevolezza di avere a che fare con una società più eterogenea rispetto a quella europea.