Guerra israeliana-palestinese: tesina

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Tesina sulla storia del conflitto israelo-palestinese (9 pagine formato doc)

GUERRA ISRAELIANA PALESTINESE: TESINA

Il sionismo. Il sionismo è un movimento iniziato nella seconda metà del XIX secolo per la costruzione di una sede nazionale ebraica, atta ad accogliere quegli ebrei che, in conseguenza di persecuzione o di mancata assimilazione con le popolazioni della loro dimora nella Diaspora, aspirano a vivere come popolo indipendente.


Dopo tentativi di colonizzazione palestinese, il sionismo ricevette il suo preciso indirizzo da Teodoro Herzl, che nel 1895 pubblicò l’opuscolo Lo stato ebraico, contenente un piano completo per la restaurazione nazionale del popolo di Israele su territorio proprio, da acquistarsi in Palestina o in Argentina.
Fallite le trattative con il sultano turco per l’acquisto della Palestina, Herzl convocò a Basilea un primo congresso mondiale, che definiva lo scopo del sionismo nella fondazione per il popolo ebraico di una sede nazionale palestinese, garantita dal diritto internazionale.
A raggiungere tale scopo, designava i mezzi seguenti: immigrazione in Palestina di contadini, artigiani e industriali ebrei; organizzazione degli Israeliti della Diaspora in speciali istituzioni locali e generali, conformi alle leggi dei singoli paesi; svolgimento delle pratiche opportune presso il governo turco e presso gli altri governi.

Il conflitto israele-palestinese: tesina

GUERRA ISRAELO PALESTINESE IN BREVE

La direzione del movimento fu affidata ad un comitato d’azione di 23 membri che fu diretto da Herzl fino alla sua morte nel 1904, e che in tale periodo, nonostante qualche discordia sorta fra i sionisti, conseguì i seguenti risultati: fondazione di una banca con sede a Londra e istituzione di un fondo perpetuo per Israele destinato all’acquisto di terreni in Palestina e in Siria, come patrimonio del popolo ebraico.
Dopo la morte di Herzl, il dissidio tra una minoranza, disposta ad accettare una soluzione anche fuori la Palestina, territorialisti, e la maggioranza, fedele al deliberato del VI congresso, si accentuò, culminando nel distacco dei primi.
Nel 1908 i sionisti fondarono il quartiere di Tel Aviv, destinato a rapido sviluppo. Alla vigilia della prima guerra mondiale contavano in Palestina più di 50 colonie agricole e molte scuole elementari e medie. Durante la guerra le trattative con il governo britannico condussero alla formazione di una legione ebraica, che partecipò alle operazioni degli Alleati in Palestina, e alla dichiarazione di Balfour (1917), con la quale la Gran Bretagna affermava di voler favorire la costituzione in Palestina di una sede nazionale ebraica.

Israele e Palestina: sintesi della questione palestinese

GUERRA ISRAELO PALESTINESE CAUSE

Terminate le ostilità, la clausola di tale sede venne introdotta nel trattato di pace stipulato dagli Alleati vincitori con la Turchia. Il mandato sulla Palestina, allora affidato alla Gran Bretagna, impegnava la potenza incaricata, investita anche della responsabilità per la sicurezza dei luoghi santi, a dirigere il paese in modo da assicurare l’adempimento della dichiarazione di Balfour, ed a facilitare l’immigrazione israelitica, senza danno alle altre popolazioni palestinesi.
Fra l’avversione, spesso risorgente, dell’elemento arabo, l’immigrazione ebraica fondò allora nuove colonie e incrementò le vecchie.
Fu istituito un Fondo di Costruzione, alimentato da un’imposta straordinaria, alla quale venne invitato ogni singolo ebreo; fu inaugurata la prima università ebraica sul monte Scopo; vennero inaugurati nuovi quartieri a Gerusalemme e a Haifa, mentre Tel Aviv si trasformava in una città moderna.
Le persecuzioni naziste ebbero per effetto quello di alimentare l’immigrazione ebraica in Palestina. Qui, dopo vari disordini arabi, la Gran Bretagna avanzò una proposta per la spartizione del paese in due parti, proposta poi ritirata e sostituita con il progetto di costituire entro 10 anni uno stato arabo-ebraico, limitando intanto l’immigrazione; ciò provocò le proteste del XXI congresso di Ginevra e la continuazione dell’immigrazione in forma clandestina.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, le organizzazioni sionistiche offrirono il loro appoggio alla Gran Bretagna partecipando alle vicende belliche, così che alla fine del conflitto mondiale questi rivendicarono alla potenza il diritto di libera immigrazione e di costituzione di un proprio stato.
Questa si limitò a proporre un piano di autonomia provinciale che fu però respinto e mentre in Palestina furono incrementati i flussi clandestini e l’attività armata di gruppi illegali, la questione fu presentata alle Nazioni Unite, che deliberarono la costituzione in Palestina di uno stato ebraico accanto ad uno arabo in Giordania.

Il conflitto arabo israeliano: riassunto

CONFLITTO ARABO ISRAELIANO TESINA

Conflitto israeliano-palestinese. La questione israeliana-palestinese ha origine nella politica imperiale britannica.
La Gran Bretagna, infatti, per avere il sostegno degli arabi contro la Turchia durante la prima guerra mondiale, aveva prospettato la nascita di uno stato arabo indipendente in Palestina, allora sotto il dominio ottomano.
Non volendo inimicarsi le élite ebraiche occidentali simpatizzanti con il sionismo, che aveva fin dal 1882 spinto molti ebrei dell'Europa orientale a emigrare in Palestina, il governo britannico intendeva tenere aperto un focolaio di divisione in vista del proprio dominio sulla regione; perciò, il 2 novembre 1917, con la dichiarazione di Balfour, promise agli ebrei uno stato autonomo, pur con la contraddittoria promessa di non danneggiare le altre comunità già esistenti in Palestina.