Gli imperatori illirici: riassunto

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Approfondimento sugli imperatori illirici: nomi, vita e politica degli imperatori che governarono l'Impero tra il 268 e il 285 d.C. (4 pagine formato docx)

IMPERATORI ILLIRICI: RIASSUNTO

Gli imperatori illirici.

Gli Imperatori illirici furono una serie di Imperatori che governarono l'Impero romano tra il 268 ed il 285 d.C. Questo nome deriva dalla provenienza geografica della maggior parte di coloro che vi appartenevano: l'Illiria. Erano, infatti, per la maggior parte (sei/sette su nove) originari di quelle regioni balcaniche che si estendevano dal Danubio al mare Adriatico. Questa regione aveva la reputazione di forgiare eccellenti uomini d'arme, coraggiosi.
In quest'area si insediarono gli eserciti più numerosi di Roma antica, a partire dall'età di Augusto.

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IMPERATORI ROMANI ILLIRICI

Chi furono? MARCO AURELIO VALERIO CLAUDIO, detto CLAUDIO II  (213 d.C.-270 d.C.). Fu il primo degli imperatori illirici, dal 268 d.C. fino alla sua morte e cercò di risolvere la difficile situazione interna (riportò sotto l'autorità imperiale la Spagna e la Gallia Narbonense) e contemporaneamente fronteggiò con energia le gravi invasioni barbariche, affrontando con successo diverse popolazioni che si erano riversate entro i confini dell'Impero in grandi battaglie campali. In particolare: sconfisse gli Alamanni con la Battaglia del lago Benaco, nei pressi del lago di Garda (268) e annientò un'orda di Goti, Eruli e Gepidi, che aveva devastato la Grecia e le coste del Mar Mediterraneo, nella battaglia di Naisso in Serbia. Quest'impresa gli valse il cognomen onorifico di "Gotico" nel 269 (Gothicus maximus). Morì a Sirmio nel 270, al centro del fronte Illirico, a causa della peste che in quegli anni falciò l'Illiria.

IMPERATORI ILLIRICI: AURELIANO

LUCIO  DOMIZIO AURELIANO, detto AURELIANO (214 d.C. – 275 d.C.). Fu imperatore dal 270 a.C. sino alla sua morte nel 275 a.C. Il suo obbiettivo primario fu di riunificare l'Impero, prima riconquistando il regno di Palmira, poi l'Impero delle Gallie. L'impresa gli riuscì tanto da guadagnarsi il titolo di “restitutor orbis” (“restauratore del mondo”). Aureliano affrontò l'invasione delle popolazioni germaniche (Barbari, Alamanni e Marcomanni) che stavano interessando l'Italia. Furono battuti e poterono tornare nei loro paesi oltre il Danubio dopo aver stipulato la pace. Preoccupato per gli intrighi del Senato, che tentava con ogni mezzo di riacquistare l'antico potere perso a favore dell'elemento militare, Aureliano cercò in tutti i modi di accentrare il potere nelle sue mani anche prendendo a pretesto le reali condizioni di corruzione, malversazione e disservizio nei quali versavano la maggior parte dei pubblici uffici. Malgrado le oggettive difficoltà interne, egli si apprestò a preparare una spedizione contro i Sasanidi. Raccolto un forte esercito, era ormai nelle vicinanze di Bisanzio dove la flotta avrebbe dovuto trasbordarli dall'altra parte del Bosforo (che è lo stretto che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara), quando fu assassinato da uno dei suoi segretari, per vendetta privata. L'assassinio dell'imperatore Aureliano produsse in tutto l'impero profondo cordoglio, ma anche scatenò, lungo i confini settentrionali, nuovi assalti da parte dei barbari. Nonostante la brevità del suo regno, riuscì a portare a termine dei compiti decisivi affinché l'Impero romano superasse la grave crisi del terzo secolo: ricompose l'unità dell'Impero, che rischiava di frantumarsi in tre parti tra loro ostili (Impero delle Gallie, Regno di Palmira e Impero Romano); elevò una cinta muraria attorno a Roma, che prese il nome di Mura aureliane; interruppe e invertì la tendenza alla svalutazione monetaria che stava danneggiando l'economia dell'impero.

LE MURA AURELIANE

Le Mura Aureliane sono una cinta muraria costruita tra il 270 ed il 273 dall'imperatore Aureliano per difendere Roma, capitale dell'impero, dagli attacchi dei barbari. Dopo aver subito numerose ristrutturazioni in epoche successive, sia nell'antichità che in epoca moderna, le mura si presentano oggi in un buono stato di conservazione per la maggior parte del loro tracciato; nell'antichità correvano per circa 19 km, oggi sono lunghe 12,5 km.
Gli succedettero MARCO CLAUDIO TACITO che regnò per meno di un anno (dal 275 al 276) e soli due mesi il fratello MARCO ANNIO FLORIANO.

AURELIO PROBO

MARCO AURELIO PROBO, detto AURELIO PROBO (232 d.C. - 282 d.C.). Fu imperatore dal 276 d.C. fino alla sua morte. Egli cercò con tutte le sue forze di sanare la situazione di decadenza dei suoi tempi e difese l'impero dalle sempre più frequenti invasioni barbariche. Pur rimanendo un tipico esempio dell'assolutismo imperiale dell'epoca, cercò di mitigare i rapporti con il Senato lasciando a quest'assemblea una qualche parvenza decisionale. Le milizie a Sirmio infatti, che erano impegnate in un'opera di prosciugamento delle circostanti paludi, si unirono ad una rivolta militare delle truppe capitanate da Marco Aurelio ed eliminarono Probo che, in quel momento, si trovava proprio a Sirmio.                                                 
A lui succedette MARCO AURELIO CARO (dal 282 al 283), impegnato soprattutto in Oriente contro i Sasanidi. A quest'ultimo succedettero i due figli, NUMERIANO e CARINO (dal 283 al 285).

DIOCLEZIANO

GAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO, detto DIOCLEZIANO (244 d.C. – 311 d.C.). Fu imperatore dal 284 al 305 d.C. dopo aver sconfitto Carino nella battaglia del fiume Margus. Con la sua ascesa al trono ebbe fine il periodo noto come crisi del terzo secolo.                                                                                                                                    
Per consolidare il potere imperiale, infatti, Diocleziano mise in atto una serie di riforme politiche e amministrative, tra cui la condivisione dell'impero tra più colleghi. Nel 285, infatti, nominò il suo commilitone Massimiano Augusto, co-imperatore; il 1º marzo 293 nominò due Cesari, vice-imperatori, Galerio e Costanzo, dando così vita alla «Tetrarchia», il «governo dei quattro»: ciascun Augusto avrebbe governato su metà dell'impero.