LA PRIMA COSTITUZIONE FRANCESE

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Analisi della Prima Costituzione rivoluzionaria francese sulla base dello schema proposto dal professor Bin. (2 pagine formato doc)

Untitled Analisi della Prima Costituzione rivoluzionaria francese sulla base dello schema proposto dal professor Bin.
PREMESSA: Il testo argomentativo è basato su tale schema: ù e intende dimostrare come il caso della prima Costituzione rivoluzionaria francese (1791) possa costituire un modello perfetto di tale schema. per leggere il testo è necessario distinguere le diverse parti del testo seguendo la legenda: Crisi e conflitti si manifestarono con intensità crescente negli anni che precedettero il 1789, riconducibili innanzitutto alla debolezza e all'incoerenza del sistema istituzionale e all'organizzazione fiscale dello stato, fonte di iniquità che un'opinione pubblica sempre più avvertita denunciava, ma che la monarchia non era in grado di riformare. Il re Luigi XVI, salito al trono nel 1774, non poté mettere in atto le misure di cambiamento che la situazione richiedeva, per incapacità personale, ma ancor più per la resistenza dei ceti privilegiati.
In molti settori della società era cresciuta l'avversione al re, alla corte, al regime assolutistico, alimentata anche dagli illuministi, dalle cui riflessioni, incentrate sui temi della libertà, della rappresentanza, dei diritti individuali, era scaturita una forte critica all'Ancien régime. Alla metà degli anni Ottanta il problema finanziario apparve in tutta la sua gravità, al punto che il nuovo controllore generale delle finanze, propose una nuova imposta fondiaria, a cui sarebbero stati assoggettati anche l'aristocrazia e il clero; i notabili, riuniti in assemblea a Versailles, rifiutarono l'imposta e chiesero la convocazione dell'Assemblea degli Stati Generali, come unico organo competente a stabilire nuove forme di tassazione. Gli Stati Generali si riunirono a Versailles il 5 maggio 1789. Necker, nuovamente nominato controllore generale, chiese di attribuire al Terzo Stato, cioè alla borghesia, tanti rappresentanti agli Stati Generali quanti erano quelli attribuiti al primo e al secondo stato insieme. Le delegazioni delle classi privilegiate si opposero immediatamente alle proposte di procedura elettorale avanzate dal Terzo Stato, che, essendo il gruppo più numeroso, con il sistema del voto individuale si sarebbe assicurato la maggioranza. Dopo sei settimane di stallo i rappresentanti del Terzo Stato, in aperta sfida alla monarchia che sosteneva clero e nobiltà, si proclamarono Assemblea nazionale costituente, attribuendosi il potere esclusivo di legiferare in materia fiscale. L'Assemblea per tutta risposta si trasferì nella sala attigua (20 giugno), giurò che non si sarebbe sciolta senza aver redatto una Costituzione (giuramento della pallacorda). Di fronte al pericolo di un colpo di mano del re, il popolo parigino reagì con l'insurrezione e, dopo due giorni di tumulti, prese d'assalto la Bastiglia, il carcere simbolo del dispotismo reale (14 luglio 1789). Luigi XVI, impaurito dagli avvenimenti, decise il ritiro delle divisioni straniere e richiamò Necker. Alle due rivoluzioni sin lì scop