Prova di trazione: relazione

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Relazione sulla prova di trazione con calcolo di modulo di young, lavoro speso per la prova, descrizione del macchinario utilizzato, richiami teorici. Materiali utilizzati: acciai C10 e ML40 (14 pagine formato doc)

PROVA DI TRAZIONE: RELAZIONE

Introduzione alla prova di trazione.

La prova di trazione è una prova distruttiva che consiste nell’applicare ad un provino di dimensioni e forma stabilite un carico di trazione.
Questa prova, eseguita tenendo conto della norma UNI relativa ad essa, la norma
UNI EN 10002, serve a stabilire numerosi parametri importanti per l’identificazione di molti materiali tra cui la resistenza, la deformabilità e l’elasticità.
Per l’esecuzione di questa prova sono stati usati due provini di ugal forma e dimensioni, ovvero 50 mm di lunghezza e 10 mm di diametro filettati agli estremi con filettature opposte per poter fissare il provino alla macchina che vengono poi suddivisi in parti uguali nel processo di tracciatura effettuata grazie ad un truschino.
I due provini differivano solamente per il materiale: uno era in C10, un acciaio da cementazione molto tenace con percentuale di carbonio inferiore allo 0.12%, manganese inferiore allo 0.50% e silicio inferiore allo 0.35%,
l’altro era ML40 che secondo la nomenclatura unificata si identifica come 42CrMo4, un acciaio usato soprattutto nella fabbricazione di bulloneria resistente allo  scorrimento a caldo caratterizzato da percentuali di carbonio pari a 0.42%, di manganese pari a 0.75%, di silicio inferiori a 0.40%, cromo pari a 1.05% e molibdeno pari a 0.20%.
Grazie a questa prova possiamo stabilire il carico massimo di rottura e di snervamento, il carico unitario di rottura e snervamento, il modulo di Young, l’allungamento percentuale e la strizione dei due materiali presi in esame.

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PROVA DI TRAZIONE, CONCLUSIONI

Presentazione della macchina utilizzata. La macchina utilizzata per la prova è la Macchina universale Galdabini.
Questa macchina applica la forza di trazione al provino grazie ad un sistema ad olio che viene messo sotto pressione e ad un sistema di contrappesi che vengono scelti in base al carico massimo da applicare, in questo modo si sceglie la scala da adottare tra quelle previste (5000 kg, 10000 kg, 25000 kg, e 50000 kg).
L’apparecchio,detto dinamometro,è diviso in tre strutture unite tra loro tramite tubi:
•    Nella prima struttura vi è il contenitore per l’olio che viene messo sotto pressione per applicare lo sforzo di trazione al provino.


•    Nella struttura centrale vi è il meccanismo che esegue la rottura del provino. Questo presenta nella parte inferiore un morsetto fisso a cui viene fissata un’estremità del provino, mentre nella superiore c’è un morsetto mobile in cui viene inserita l’altra estremità del provino , collegato al pistone che procura la forza necessaria per permettere la rottura del provino.