Fissazione di campioni biologici in formalina

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(fissazione)
Continuiamo il percorso che dal prelievo del campione ci porterà al vetrino da osservare al microscopio.
Del campione effettivamente la parte dalla quale si allestirà la sezione istologica è molto piccola. Comunque, per ottenere degli allestimenti istologici (vetrini) bisogna “rendere immortali” cellule e tessuti, bisogna cioè fissarli. La fissazione è infatti quella metodica che consente di bloccare i normali processi di autolisi cellulare di origine lisosomiale. Essa può essere di natura chimica o fisica.


1) Fissazione chimica.
 Il fissativo chimico più utilizzato è la formalina/formaldeide liquida diluita al 4-10%.
La formalina è la più utilizzata in quanto è il fissativo mediamente migliore. L’ideale sarebbe mandare immediatamente al laboratorio il campione appena prelevato, in modo da poterlo fissare al massimo 15 minuti dopo il prelievo. 


Nella maggior parte dei casi però la fissazione in formalina avviene direttamente nelle sale operatorie. La formalina ovviamente penetra nel campione dall’esterno verso l’interno, quindi se il pezzo è di notevoli dimensioni bisogna mettere un’abbondante quantità di formalina o, meglio ancora, bisogna prelevare la parte del campione “malata” da quella “non malata” (campionamento macroscopico) in modo da fissare solo la parte di interesse. Contrariamente alla credenza comune la fissazione in formalina si fa a temperatura ambiente.