Immunoistochimica

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Immunoistochimica in anatomia patologica (0 pagine formato txt)

(immunoistochimica/concetti di patologia epiteliale)
Come già detto l’immunoistochimica è una metodica di morfologia molecolare: permette cioè di vedere le forme di cellule e tessuti grazie al fatto che svela particolari glicoproteine.
Contemporaneamente quindi si visualizzano tessuti, cellule e proteine. Ma come è possibile vedere le proteine, viste le loro dimensioni di molto inferiori rispetto al potere di risoluzione del microscopio ottico? Grazie ad un’”illusione” che le “illumina”. Per rendere visibili le proteine è stata trasportata la reazione antigene-anticorpo (Ag-Ig) sulla sezione istologica.
Sono infatti disponibili in commercio numerosissimi tipi di anticorpi ognuno dei quali specifico per una determinata proteina (questi anticorpi si ottengono iniettando in topi le proteine contro le quali si desidera ottenere anticorpi e raccogliendo successivamente gli anticorpi prodotti).ù


Le sezioni istologiche vengono messe a contatto con gli anticorpi specifici, opportunamente diluiti con PBS (cimentazione). Gli anticorpi quindi si vanno a legare alle proteine per le quali sono specifici (e solo a quelle!). La semplice reazione Ag-Ig però non basta perché essa non è visibile ad occhio nudo. Per rendere visibile ciò che visibile non è (reazione Ag-Ig) si usa un sistema di rivelazione: l’Ig viene coniugato con una serie di enzimi che danno una reazione visibile solo quando l’anticorpo si lega all’antigene, come se precipitasse un colorante (analogia: “Ig trasporta un lampadario che si illumina solo quando la spina entra nella presa”). Due esempi chiarificatori sono forniti dall’immunoperossidasi e dall’immunofluorescenza.


A) Immunoperossidasi: l’anticorpo è coniugato alla perossidasi, la quale agendo sulla diaminobenzidina (quando l’Ig si lega all’Ag) la fa precipitare dando una colorazione marrone.
B) Immunofluorescenza: l’anticorpo è coniugato con fluoresceina, la quale si colora in modo particolare quando avviene la reazione Ig-Ag. L’osservazione si effettua al microscopio a fluorescenza. L’immunofluorescenza è però una metodica di qualità inferiore all’immunoistochimica poiché “maschera” le cellule.