L'antropologia contemporanea

Appunto inviato da laurabonini90
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antropologia contemporanea con le tesi di Geertz, Bourdieu, Csordas, Farmer, Scheper-Hughes, Studi culturali, Appadurai ed Augè. (12 pagine formato doc)

A partire dagli anni ’70 l’antropologia ha vissuto quella che è stata chiamata una “crisi della rappresentazione etnografica”.
Ha riguardato il modo in cui l’antropologia aveva “parlato degli altri” senza preoccuparsi troppo del modo in cui questi “altri” potevano essere rappresentati all’interno di un testo etnografico.

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Le critiche dell’antropologia francese e gli sviluppi del funzionalismo britannico erano segni del fatto che molti antropologi si cominciavano a porre domande diverse rispetto al passato e che il mondo delle culture non poteva più essere rappresentato come una volta.

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Dagli anni ’70 sono venute avanti nuove prospettive di ricerca e quindi a favorire nuovi “paradigmi” (modelli).
La crisi della “rappresentazione etnografica”.
Tale crisi fu il prodotto di un’altra crisi: quella che aveva attraversato l’antropologia nel decennio precedente e di cui le antropologie critiche e britanniche erano un segnale: le inquietudini espresse e problematizzate nella domanda relativa al contributo che l’antropologia e l’etnologia avevano dato alla dominazione coloniale.

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Questa crisi si fuse con quella della scrittura come mezzo di “controllo” dell’alterità. Negli anni ’80 la questione della funzione della scrittura nella costruzione delle rappresentazioni esplose con risonanza.
Ciò è dovuto alla pubblicazione di un testo: Scrivere le culture (1986) curato da J. Clifford e G. Marcus, antropologi statunitensi. Raccoglieva alcuni contributi specialistici vertenti sull’etnografia e sui suoi aspetti “scritturali”.