L'antropologia americana nella metà del novecento

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Antropologia americana: descrizione delle tesi di White, Steward e i neoevoluzionisti, Harris, antropologia economica (Robbins e Polanyi) ed etnoscienza (11 pagine formato doc)

ANTROPOLOGIA AMERICANA

L'antropologia americana alla metà del novecento.

Tra il 1940-60 l'antropologia americana andò incontro a importanti novità.
Emerge la tendenza di una prospettiva “nomotetica”. Nomotetico: la ricerca delle “leggi” come obiettivo delle scienze.
Idiografico: o “descrizione del particolare”, la prospettiva preferita da Boas in materia di metodo etnografico e analisi culturale.
L'influenza di Boas cominciò a diversificarsi: Kroeber, Lowie, Wissler, Sapir, Benedict e Mead furono gli interpreti più noti della tendenza boassiana. È un'avversione verso la generalizzazione e le spiegazioni di tipo causale.
Tra la seconda generazione degli allievi di Boas emerse un rinnovato interesse per la comparazione e la formulazione di teorie generali. Erano promotori della prospettiva nomotetica da lungo avversata da Boas.
Gli anni 40-60 determinarono un cambiamento di rotta dell'antropologia americana attraversata da interessi chiamati “neo-evoluzionismo”, “materialismo culturale”, “sostantivismo economico”, “etnoscienza” miranti ad una antropologia come sapere “generalizzante.

ANTROPOLOGIA CULTURALE: CONTESTO STORICO

Contesto storico: nel periodo della seconda guerra mondiale, gli africani si rendono conto che questo mondo bianco e potente avente la tecnologia e la teologia, scricchiola. Gli eventi che portarono a questa considerazione fu per esempio, il crollo della borsa del '29 che ebbe anche effetto sulle popolazioni colonizzate, in particolar modo nel commercio. Il cotone non viene più comprato. C'è il non senso. È il periodo delle rivolte, degli scioperi verso chi credeva di possedere la verità.
Scoppia la seconda guerra mondiale e il conflitto influenza le colonie degli stati in guerra. Ci sono diffidenze. Anche i colonizzati vogliono difendere i confini della nazione. Quando i soldati tornano a casa, trasmettono l'immaginario e questo va a modificarlo. Inoltre accade che i soldati francesi e inglesi traggono dei vantaggi (pensioni di guerra o d'invalidità) ma i soldati dei paesi colonizzati, no. Ancora una volta scontri, nasce il movimento indipendente dell'Africa (Ghana) il quale è costituito da reduci di guerra i quali non avevano gli stessi diritti dei reduci inglesi o francesi.
Vi è una revisione critica di ciò che noi siamo stati nei confronti del nostro mondo.

Antropologia francese: riassunto

ANTROPOLOGI FAMOSI

Rimescolamento delle carte. Negli anni 50-60, l'antropologia cerca di rivedere le proprie categorie. Gli antropologi si occupano dell'uomo in generale e più la disciplina diventa rigorosa, più si perdono di vista i discorsi generali sull'umanità. Dato che è una materia affermata nelle università, qualcuno desidera prospettive ampie. Movimenti ondulatori: ora c'è l'esigenza di discorsi generalizzanti sull'uomo e lo faranno due scuole, il neo-evoluzionismo e il materialismo culturale. Esponenti della rinascita nomotetica: White, Steward (Neo-evoluzionisti).
Nessun neo-evoluzionista fa un discorso generale sull'umanità ma neanche relegato ad un popolo. Rintracciano leggi del comportamento umano. Fanno etnografia, recuperano la dimensione comparativa. Il neo-evoluzionismo si instaura negli USA grazie al “recupero” di Morgan e all'archeologia.
Gli archeologi vedono negli antropologi l'immortalità dell'uomo mentre loro fanno il contrario, ridanno la vita a ciò che è stato.