Antropologia strutturale di Claude Lévi-Strauss: riassunto

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La produzione etnografica ed esistenziale di Claude Lévi-Strauss. Descrizione e spiegazione completa delle sue teorie e riassunto sull'antropologia strutturale di Lévi-Strauss (8 pagine formato doc)

CLAUDE LEVI-STRAUSS ANTROPOLOGIA STRUTTURALE

L’antropologia strutturale di Claude Lévi-Strauss (1908 – 2009).

L’intera opera di Strauss potrebbe essere considerata come uno sviluppo dell’etnografia francese di ispirazione durkheimiana. Non si può, però, attribuire il merito solo a Durkheim per averlo ispirato in quanto filosofo di formazione, rigetta la filosofia quanto la sociologia per proclamarsi studioso delle società cosiddette primitive, quelle di cui si occupano gli etnologi.

Nell’etnologia di Strauss confluiscono suggestioni estranei alla tradizione etnologica oltre che istanze teoriche provenienti da altri ambiti delle scienze umane.
Tra il 1934-39, compie ricerche in Brasile e durante il suo soggiorno in America, si trovò a contatto con gli allievi della scuola di Boas, quali Kroeber e Lowie.
Si ispirò anche alla linguistica strutturale, la quale costituisce un elemento fondamentale per la comprensione della maggior parte del suo lavoro. Ma anch’essa non è che un segmento della complessa costellazione culturale entro la quale Strauss si muove.

LEVI-STRAUSS TRISTI TROPICI

In Tristi Tropici (1955), racconta l’esperienza dell’etnologo, figura “anomala” la cui vocazione lo spinge a risalire il corso dei millenni alla ricerca di un tempo perduto, tanto dalla società alla quale egli appartiene, tanto verso quella che cerca, il senso del distacco dai propri simili.
Accanto ad una produzione etnografica, si accosta un versante estetico e filosofico che spesso si mescola in quegli aspetti che risentono eccessivamente di un’ispirazione positivista identificabile con l’impiego analogico di modelli epistemologici appartenenti ad altri contesti scientifici quali per esempio, la linguistica strutturale.

Lo strutturalismo in antropologia: definizione e significato

LEVI-STRAUSS MITO

Strauss non è solo l’autore di un’importante opera sui sistemi di parentela e una quadrilogia consacrata all’analisi dei miti; è anche l’autore di Tristi Tropici, nel quale troviamo una meditazione non solo riguardo al “mestiere dell’antropologo”, ma anche sulla condizione di un pianeta e di una specie (quella umana) che non è in grado di entrare in armonia con le altre.
La parte “scientifica” che “esistenziale” non sono che le due facce della stessa medaglia, le quali si ritrovano all’interno della considerazione sull’esistenza umana.
Strauss parla di inquietudine generazionale e rappresenta un momento decisivo nell’antropologia del Novecento.
È legato allo strutturalismo. Scrive testi che hanno l’ambizione di parlare dell’uomo in generale (allievo di Mauss e Durkheim). Parla di parentela e miti.
Ci sono due prospettive generali dell’antropologia: l’evoluzionismo e lo strutturalismo di Strauss.
Tutte le altre sono derivati dal particolarismo di Boas.

CLAUDE LEVI-STRAUSS: LO STUDIO DELLA PARENTELA

Lo studio della parentela.
1949 “Le strutture elementari della parentela”.
La prima opera di Strauss che gli porterà fama internazionale. A partire dalla critica dei suoi predecessori, elaborerà la teoria della proibizione dell’incesto, delle origini della cultura e dello scambio matrimoniale.