Il cibo come cultura di Montanari Massimo

Appunto inviato da federicabonavita
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Riassunto del libro (20 pagine formato doc)

1-NATURA E CULTURA
Lo sviluppo delle società ha visto differenziarsi i meccanismi di sopravvivenza degli uomini che ne facevano parte; 
allo sfruttamento delle risorse naturali attraverso la caccia e la raccolta il crescere della popolazione ha sostituito l'agricoltura e la pastorizia, portando alla preparazione del cibo selezionando le risorse disponibili. 


il passaggio è stato quello da un'economia di predazione ad una economia di produzione, mutamento che ha trasformato radicalmente il rapporto che gli uomini instaurano col territorio nel quale vivono, e che influenza la loro cultura.
l'uomo moderno è portato ad etichettare le attività agricole come un qualcosa di antico, di arcaico, senza notare che per le società preindustriali avveniva il contrario: l'agricoltura fu sentita certamente come cambiamento radicale, momento di rottura e di innovazione che avrebbe mutato per sempre il rapporto tra uomo e natura. 


riuscendo ad addomesticarla, attraverso le tecniche di coltivazione, l'uomo si allontana dal rapporto di totale dipendenza che lo legava alla natura costituendosi come "uomo civile", in grado di provvedere al sostentamento della propria popolazione prima in balia di una forza più grande che si manifestava anche nel controllo delle nascite: si tendeva a mantenere stabile la consistenza della popolazione che, in caso di crescita, non avrebbe potuto sopravvivere cn un tipo di economia basata soltanto sulla caccia e sulla raccolta di quanto in natura fosse gà presente e commestibile. 


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