Antropologia sociale e culturale: riassunto

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Il concetto di cultura in antropologia: riassunto (4 pagine formato doc)

ANTROPOLOGIA SOCIALE: RIASSUNTO

Antropologia sociale.

Concetti di base. La cultura. Gli antropologi considerano cultura l’insieme dei comportamenti, delle pratiche e di qualunque altra “cosa” prodotta dall’uomo, e che ha tre caratteristiche: è appresa, è condivisa, ha una componente di natura simbolica.
- La cultura è appresa. Dire che la cultura è “appresa” significa che non è cultura qualsiasi comportamento innato dell’uomo, anche se lo spazio dei comportamenti naturali (innati) negli esseri umani è molto ridotto.
Mentre gli altri animali si affidano quasi completamente a comportamenti innati (che cioè fanno parte del loro corredo genetico e che possono essere trasmessi direttamente per via biologica), gli esseri umani devono apprendere quasi tutto quello che fanno, pensano e dicono. In altre parole, la cultura ha la stessa funzione che ha negli animali il corredo genetico, ma essa si affida all’apprendimento, non alla biologia, e quindi può mutare in tempi rapidi, rivelandosi uno strumento di adattamento.

Sociologia della cultura: riassunto

ANTROPOLOGIA CULTURALE

Quindi, se un determinato comportamento innato si rivela non più adattivo (cioè non più adatto a garantire la sopravvivenza per la specie che lo pratica) può portare all’estinzione di quella specie. La cultura, invece, è molto più flessibile, proprio perché la sua trasmissione non passa per via genetica ma attraverso l’apprendimento. Così, un comportamento nuovo e adattivo può trasmettersi in tempi molto rapidi (se paragonati ai tempi della biologia) e attraverso individui molto diversi tra loro (dato che non serve che abbiano lo stesso corredo genetico per condividere quel sapere). Ma se un nuovo comportamento può diffondersi in tempi rapidissimi, altrettanto rapidamente può sparire se non viene costantemente rinnovata la sua trasmissione alle nuove generazioni. Infatti, un comportamento, per quanto possa apparire vantaggioso, non viene mantenuto “automaticamente”, ma ha bisogno di essere confermato e rinforzato ad ogni passaggio generazionale. La trasmissione culturale, quindi, si presenta come molto flessibile e mutevole.
C’è un’altra differenza rispetto alla biologia; mentre la trasmissione per via biologica tende all’uniformazione all’interno della specie, la trasmissione culturale accetta un grado infinito di variazione intraspecie (ad es, se lo stesso insegnamento è appreso da persone diverse tra loro, è probabile che verrà elaborato in modi diversi).

ANTROPOLOGIA DEFINZIONE

Il fatto che la cultura sia un sapere appreso rischia di creare dei fraintendimenti sulla natura di quel sapere; quello che impariamo, infatti, può essere appreso in diversi modi e a diversi livelli. Distinguiamo un sapere trasmesso in modo formale (es, l’educazione scolastica) da uno trasmesso in modo informale (es, i gusti musicali), nel quale non è chiaro chi abbia il compito di insegnare. Dobbiamo inoltre distinguere un sapere di tipo linguistico da un sapere del corpo. Infine, un’altra opposizione importante per chiarire il concetto antropologico di cultura è quella tra cultura alta e cultura bassa; per l’antropologia, capire come si impara a suonare il pianoforte, a giocare con un videogioco (attività manuali associate a livelli sociali diversi), ha la stessa importanza, perché in entrambi i casi siamo di fronte a comportamenti appresi e, quindi, di natura culturale. L’antropologia, dunque, non distingue tra una cultura alta e una bassa come oggetti di studio; essa riconosce che gli uomini attribuiscono diversi valori alle diverse competenze, ma è interessante a tutte le forme di competenza. Anzi, uno degli oggetti di studio dell’antropologia è proprio il modo in cui le diverse culture mettono su diverse scale di valore le diverse competenze.