Villa Adriana: storia

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Villa Adriana: la ricostruzione e la storia dell'architettura (3 pagine formato doc)

VILLA ADRIANA: STORIA

Villa Adriana: arte e architettura. La villa si trova sui Monti Tiburtini a sud-est di Tivoli ed occupa un’area di 120 ettari.

L’architetto è Apollodoro di Damasco. Non si presenta come un corpo edilizio unitario al quale si aggiunga un parco, ma come una serie di padiglioni disposti nella natura secondo un ordine apparentemente casuale (in relatà accuratamente studiato, adattendo i vari assi ai dislivelli del terreno e ai punti di vista).

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VILLA ADRIANA: RICOSTRUZIONE

I lavori, che si svolsero in due fasi (118-125 / 125-133), all’inizio si limitarono alla ristrutturazione della vecchia villa rebubblicana, con l’aggiunta di terme, di un ginnasio (il portico nord del Pecile con la biblioteca, la cosiddetta Sala dei Sette Sapienti), della sala per i banchetti ufficiali (edificio a tre esedre) e delle terme per il personale (Grandi Terme). Tutto il resto appartiene alla seconda fase, quando la villa acquista la sua definitiva dimensione monumentale.

L’ingresso principale doveva trovarsi verso nord, su un diverticolo proveniente dalla via Tiburtina. Qui è una sala rettangolare con due colonne in antis, preceduta da un portico. Un lungo muro obliquo, che si dirige da qui verso ovest, sbarrava l’accesso al palazzo.
Al gruppo di pretoriani destinati a proteggere l’ingresso appartengono i retrostanti dormitori, gli Ospitali. Si tratta di due gruppi di cinque stanze ciascuno, contrapposti ai lati di un corridoio, chiaramente identificabili come cubicoli a tre alcove. Verso sud sono le latrine e un grande ambiente centrale, forse un santuario del culto imperiale.
Si passa successivamente, verso ovest, nel Cortile delle Biblioteche, la zona più antica del palazzo, un peristilio con portico sui quattro lati e con un ninfeo al centro del lato settentrionale.

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VILLA ADRIANA: STORIA DELL'ARTE

Attraverso due passaggi ai lati del ninfeo si possono raggiungere le due “Biblioteche”; si tratta in realtà dui due triclini estivi il cui orientamento (quasi perfettamente nord - sud) è del tutto diverso da quello dei vicini edifici. I due edifici sono collegati da un portico trapezoidale. Quello più ad est (il più piccolo e il più antico: la “Biblioteca latina”) è costituito da due sale in linea, precedute ad est da un vestibolo a facciata curva, con due colonne. La prima sala è quadrata, con alcove su tre lati, coperta da una volta a crociera. Due passaggi ai lati dell’alcova danno acesso alla sala più interna, absidata e con volta a botte. La “Biblioteca greca” di poco più recente e più grande, è costruita sullo stesso schema. La prima sala ha quattro alcove, e due ingressi che si aprono a lato di quella settentrionale, la sala più interna ha tra alcove, ed entrambe sono coperte da vole a crociera.