La necropoli di Tarquinia

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Descrizione apporofondita della necropoli di Tarquinia (6 pagine formato doc)

Scoperta nel XV secolo, anche se la sua esistenza era nota già in età romana, la necropoli etrusca di Tarquinia cominciò a essere esplorata sistematicamente a partire dal Settecento.
La storia degli scavi e l’accurata analisi storico-artistica della ricchissima decorazione pittorica delle tombe è quello che andremo a descrivere più dettagliatamente nel breve brano sottostante. La necropoli che si visita (altre si trovano sulle alture vicine, ma sono di scarso interesse) occupa un’area di circa 5 chilometri di lunghezza e poco meno di 1 chilometro di larghezza, nella collina immediatamente a est sud-est dell’attuale Tarquinia e a sud dell’antica, dalla quale è separata dal fosso San Savino. È detta comunemente Monterozzi dai tumuli di terra detti ipogei.
La necropoli fu in uso, prescindendo dall’età arcaica, dal VII secolo a.C. fino all’età romana e presenta pertanto una grande varietà di tombe: a fossa, a corridoio, a camera con tumulo di terra, a camera senza tumulo, a cremazione; alcune sono a poca profondità, altre, in generale più recenti, a profondità maggiore...