Il ritratto nell'età ellenistica

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Caratteristiche del ritratto ellenistico, la figura di Lisippo, la pittura nella Grecia classica e l'epoca ellenistica (4 pagine formato doc)

RITRATTO ETA' ELLENISTICA

Il ritratto ellenistico.

Introduzione. Il ritratto ellenistico è uno dei maggiori traguardi dell'arte greca, nel quale si riuscì, in maniera sicura e definitiva, a realizzare ritratti fisiognomici (cioè che riproducevano le reali fattezze delle persone), dotati anche di valori psicologici. Ci sono pervenute per la maggior parte opere scultoree, ma sicuramente fu un fenomeno che riguardò anche la pittura.
Fino al IV secolo a.C. infatti la creazione di immagini si era valsa di tratti somatici del tutto idealizzati, i cosiddetti ritratti "tipologici" (dove si riconoscevano alcuni attributi della categoria degli individui).
In ciò pesava la funzione collettiva dell'arte, a servizio della polis piuttosto che del singolo, che arrivava a impedire l'esposizione di immagini "private" in luoghi pubblici e a considerare attentamente quelle degli uomini illustri.
Fino al periodo del tardo ellenismo la statuaria greca usò solo figure intere o al massimo la mezza figura, in epoca tarda o in area periferica, soprattutto in ambito funerario. Le teste che conosciamo oggi sono frutto delle copie romane (presso i romani e gli italici in genere era infatti diffusa questa tipologia). Anche le teste su erme furono copiate dai romani a partire da sculture intere.

Arte greca: periodo arcaico e classico

RITRATTO DI ALESSANDRO MAGNO, LISIPPO

La figura di Lisippo. La grande personalità di Lisippo e le mutate condizioni sociali e culturali fecero sì che venissero superate le ultime avversioni verso il ritratto fisiognomico e si arrivasse a rappresentazioni fedeli dei tratti somatici e della spiritualità degli individui. Nel realizzare il ritratto di Alessandro Magno, egli trasformò il difetto fisico che obbligava il condottiero, secondo le fonti, a tenere la testa reclinata su una spalla in un atteggiamento verso l'alto che sembra alludere a un certo rapimento celeste, “un muto colloquio con la divinità”. Questa opera fu alla base del ritratto del sovrano “ispirato”, che ebbe una prolungata influenza nei ritratti ufficiali ben oltre l'età ellenistica.
A Lisippo o al suo ambiente sono stati attribuiti anche i ritratti di Aristotele (eseguito quando il filosofo era ancora in vita), quello ricostruito di Socrate di tipo II, quello di Euripide di tipo "Farnese", nei quali è presente una forte connotazione psicologica connessa ai meriti della vita reale dei personaggi.
Dopo Lisippo, tra i secoli II e I a.C., si ebbe un grandissimo sviluppo del ritratto fisiognomico greco, e non riguardò più solo i sovrani e gli uomini illustri, ma anche i privati: nell'ellenismo infatti l'arte era ormai a disposizione del singolo e non più esclusivamente della comunità.

RITRATTO ELLENISTICO

Si diffusero inoltre il ritratto onorario e il ritratto funerario. Lisistrato, fratello di Lisippo, secondo le fonti, prendeva un calco in gesso dei volti dal quale creava un modello in cera che usava per la fusione in bronzo, creando, secondo Plinio, opere veritiere anche a scapito della correttezza formale e della piacevolezza compositiva: dopotutto faceva parte del gusto ellenistico la propensione verso gli aspetti caratteristici e anche deformi della realtà.