I test audiologici sopraliminari in sintesi

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appunti sui test audiologici sopraliminari (2 pagine formato doc)

I test audiologici sopraliminari in sintesi - Quando parliamo di audiometria tonale abbiamo a disposizione l’audiometria tonale liminare, sopraliminare e automatica.

È anche importante l’audiometria vocale. Il tutto si basa sul concetto della frequenza (Hz) e dell’intensità (dB).
La scala del dB non è lineare, per cui non si possono sommare i livelli sonori in modo aritmetico lineare ma stiamo parlando di logaritmi. L’audiometria tonale liminare misura la minima capacità uditiva (soglia) di un soggetto utilizzando dei toni puri, ovvero degli stimoli che hanno frequenze particolari che vengono fatti variare di intensità. L’audiometria tonale liminare è una metodica di tipo soggettivo, cioè ci deve essere la partecipazione del paziente che permette la determinazione della soglia uditiva.
La soglia uditiva è definibile come la minima energia in grado di evocare una percezione di tipo sensoriale.

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È possibile fare una valutazione dell’adattamento uditivo, cioè una diminuzione della sensibilità uditiva che si instaura durante una stimolazione acustica e che ha caratteristica di cessare, di smettere al termine della stimolazione. Stiamo parlando dell’adattamento uditivo. Per fare questo sono stati creati degli esami, metodi che valutano il tempo di esaurimento della sensazione sonora a livello della soglia.
Ci sono vari test, uno da sapere è il Cahart decay test che viene ricercato quindi su determinate frequenze (2000-4000 Hz), si invia all’orecchio il tono con intensità che deve essere superiore di 5 dB del valore di soglia. A questo punto si invita a segnalare il momento in cui il paziente non percepisce più il tono. Quando il paziente non lo percepirà più, noi andiamo ad aumentare l’intensità di 5 dB e questi aumenti si ripetono tutte le volte che il paziente riferisce la mancata percezione del tempo. Dopo 60 sec dall’inizio, si calcola l’aumento i dB, cioè quante volte abbiamo aumentato di 5 dB, in un range di 60 sec per rendere sempre udibile il suono. Dobbiamo sempre avere dei valori ben definiti, in su soggetto normale si percepisce il tono, per 60 sec senza nessun incremento o al massimo con 1-2 incrementi. Invece incrementi dell’ordine di 15-25 dB sono indicative di ipoacusie di tipo percettivo cocleari. Incrementi superiori a 30 dB, sono indicative di ipoacusie di tipo retrococleari. Quindi si riesce a distinguere fra una lesione cocleare o retro, quindi senza avere una grande attrezzatura, si riesce a fare una diagnosi.

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