Insulina e glicemia: descrizione

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descrizione del funzionamento del recettore dell'insulina e regolazione della glicemia (2 pagine formato doc)

Insulina e glicemia: descrizione - L’insulina:
E’ costituita da 51 aa, divisi in due catene, una catena A, con 21 aa e una catena B, con 30 aa.
Le due catene sono unite insieme da legami intermolecolari, disolfuro, molto stabili, costituiti dalle cisteine. La sintesi di insulina avviene all’interno del RE, dato che poi l’insulina dovrà uscire dalla cellula: la sintesi inizia quando, all’interno di un ribosoma del citoplasma, arriva una determinata sequenza segnale comune a tutte le proteine che dovranno poi essere rilasciate all’esterno della cellula. Il ribosoma si trasferisce, quindi, al RE, dove viene rimossa la sequenza segnale e viene sintetizzata la pro-insulina, costituita da una sola catena.


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La pro-insulina viene trasportata al Golgi e diventa attiva, quando viene scissa da una proteasi in 3 parti: il peptide C si allontana e le altre due parti si trasformano nelle catene A e B, unite da ponti disolfuro. Si forma la vera e propria insulina.
Il recettore per l’insulina presenta 2 subunità Beta trans membrana, legate insieme a 2 subunità alfa, che si trovano integralmente all’esterno della membrana e legano l’insulina. Il legame con l’insulina modifica la conformazione di alfa e poi di Beta. Beta si trasforma e diventa un enzima attivo.

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Questo enzima ha un’attività proteina chinasi: usando ATP riesce a fosforilare le tirosine delle proteine. Le subinità Beta devono essere due perché inizialmente fosforilano la tirosina della subunità Beta opposta, che hanno a fianco. Questo meccanismo viene definito autossidazione delle Beta. In seguito le subunità Beta fosforilano anche altre proteine, rendendole attive. Tra queste proteine è presente il IRS, il substrato del recettore dell’insulina, che assumento dei fosfati diventa un segnale per tante altre proteine, grazie alla sequenza SH: queste proteine formano un agglomerato che comprende una proteina G motomerica, detta RAS, che va ad attivare altre proteine chinasi che, a cascata, fosforilano altre proteine chinasi fino a che uno arriva al nucleo e fosforila due proteine che se fosforilate insieme diventano un fattore di trascrizione per la sintesi proteica.