Genetica mendeliana: riassunto ed esercizi

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Riassunto che spiega i fondamenti della genetica mendeliana ed illustra la risoluzione di alcuni esercizi fondamentali (8 pagine formato doc)

GENETICA MENDELIANA: RIASSUNTO ED ESERCIZI

I principi fondamentali dell'ereditarietà. Gregor Mendel, per primo, formulò le leggi dell’ereditarietà.

Al tempo di Mendel di piante ed animali ibridi si sapeva che:

1. se derivanti dagli stessi genitori, gli ibridi erano tutti uguali;
2. quando questi ibridi si accoppiano, essi non generano linee pure, ma i loro discendenti mostrano una mescolanza di caratteri.
Mendel riuscì ad individuare regole precise alla base delle modalità con cui i genitori trasmettono caratteri alla progenie.
- Per fare ciò, si servì del pisello da giardino, Pisum sativum, dal momento che le sue piante crescono facilemente e ne sono disponibili molte varietà.
In più consentono l’impollinazione controllata, dal momento che esse hanno fiori ermafroditi. Le antere maschili potevano essere rimosse onde evitare autoimpollinazione, in più i fiori potevano essere protetti da ulteriori impollinazioni indesiderate mediante la copertura con piccoli sacchetti.

Mendel e le sue scoperte

GENETICA MENDELIANA ESERCIZI

- Inizialmente cercò di sviluppare linee pure per un certo numero di caratteri. Una linea pura per un certo carattere produce, generazione dopo generazione, organismi con il medesimo carattere.
Mendel scelse varietà di piante con sette tipi di caratteri che si manifestavano in maniera contrastante: semi gialli o verdi, semi lisci o rugosi, baccello verde o giallo, stelo lungo o corto, baccello a forma rigonfia o assottigliata, rivestimento del seme bianco o grigio e piante con fiori disposti alle estremità o lungo l’intero fusto.
- Cominciò ad incrociare piante di linee pure con fenotipi diversi per un certo carattere (generazione parentale o P). I membri di questa prima generazione erano tutti uguali ed assomigliavano ad uno dei due genitori (generazione filiale o F1). La seconda generazione filiale, prodotta incrociando membri della F1 (generazione F2), comprendeva piante con entrambi i caratteri parentali in rapporto 3:1.
Mendel con le sue scoperte andò completamente contro quanto si pensava al suo tempo, infatti non parlò mai di fluidi, ma di fattori ereditari precisi, arrivando a concludere che:
1. nella F1 si ha un solo carattere che viene espresso, questo, pertanto prende il nome di carattere dominante; il carattere non espresso viene invece detto carattere recessivo. Quando entrambi sono presenti, il dominante maschera il recessivo.

Mendel: biografia e la genetica

MENDEL E LA GENETICA

2. il fattore ereditario non può essere né perso, né mescolato.
Mendel arrivò così ad ipotizzare che ciascuna caratteristica ereditaria di un organismo fosse controllata da due fattori che si comportano da particelle all’interno dell’organismo stesso. Queste particelle sono quelle che noi oggi chiamiamo geni.
- Le scoperte di Mendel portarono ai principi fondamentali dell’ereditarietà, che noi oggi conosciamo come il principio della segregazione ed il principio dell’assortimento indipendente.

Mendel e la genetica: riassunto

MENDEL LEGGI

Il principio della segregazione afferma che gli alleli si separano prima che i gameti si formino
- Oggi si usa il termine allele per indicare le forme alternative possibili di un gene.
- Principio della segregazione: affinché possa avvenire una riproduzione sessuata, i due alleli portati da un genitore devono essere separati. Come risultato ciascuna cellula sessuale che si forma contiene soltanto un allele di ciascun paio.
- Un fatto essenziale è che gli alleli rimangono intatti e che quelli recessivi possono ricomparire anche nella F2, dunque non vanno affatto perduti.
- La segregazione degli alleli è il risultato diretto della separazione degli omologhi durante la meiosi. Durante la fecondazione, ogni gamete aploide presenta un cromosoma di ogni coppia di omologhi e quindi un gene di ogni coppia.