Appunto sul codice genetico

Appunto inviato da moonyc
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spiega le proprietà del codice genetico e sulla sua decifrazione (2 pagine formato doc)

Appunto specifico sul Codice genetico - Se il materiale genetico coincide con il DNA (le cui proprietà sono quella autocatalitica, cioè di autoriproduzione, e quella di determinazione del fenotipo), il codice genetico è l’insieme di regole secondo le quali le sequenze nucleotidiche del DNA, trascritte nell’ mRNA, codificano gli amminoacidi.
Furono compiuti studi in tal senso a partire dagli anni 60 del Novecento.
Si notò che, se i nucleotidi erano letti a uno a uno, si avevano solo quattro combinazioni diverse; se erano letti a due a due (ad esempio: CC, GC, CG etc) le combinazioni possibili erano 16, cioè 42; se erano letti a tre a tre, cioè in triplette, le combinazioni diventavano invece 64.
Ciò significa che una tripletta codifica per un amminoacido, e diverse triplette possono codificare per lo stesso amminoacido.


Con “proprietà” del codice genetico si intende l’insieme di regole che determinano quali nucleotidi dell’mRNA corrispondono a ciascun amminoacido. 
Un primo esperimento che dimostrava che il codice genetico è scritto in triplette, cioè che un codone (tre nucleotidi) codifica per un amminoacido, venne fatto da Crick e Brenner con l’uso del ceppo r+ del batteriofago T4 (che, infettando l’E.
coli, produce margini sfumati). A partire da questo, loro ottennero batteriofagi mutageni rII (che infettando lo stesso batterio danno margini netti) grazie all’uso di acridina (anche nota come proflavina, è composta da tre anelli benzenici e si può inserire tra due coppie di basi portando un’azione mutagena). L’acridina causa l’inserzione o la delezione di una coppia di nucleotidi nel DNA, quindi una modificazione di tipo frameshift, cioè scivolamento della cornice di lettura.


Se il fenotipo mutato era dovuto a inserzione di una coppia di nucleotidi, la trasformazione si poteva revertire con una delezione.