Darwin, Lamarck e Cuvier: la teoria evolutiva a confronto

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I tre grandi studiosi dell'evoluzione dell'uomo: la vita e gli studi. Confronto tra la teoria evolutiva di Darwin, Lamarck e Cuvier (3 pagine formato doc)

DARWIN, LAMARCK E CUVIER: LA TEORIA EVOLUTIVA A CONFRONTO

Charles Darwin.

Darwin (Charles Robert), naturalista inglese (Shrewsbury, Shropshire, 1809 - Down, Kent, 1882). Di agiata famiglia borghese, nipote di Erasmus e imparentato coi Wedgwood, studiò dapprima medicina a Edimburgo (1825-1827), quindi si dedicò agli studi ecclesiastici al Christ's College di Cambridge. Il suo maggior interesse fu però per le scienze naturali; laureatosi in tale disciplina nel 1831, nel novembre dello stesso anno si unì, come naturalista, alla spedizione del capitano Fitzroy, che, con il brigantino Beagle, visitò le coste orientali dell'America del Sud, numerose isole del Pacifico, fra cui le Galápagos, la Nuova Zelanda e alcune regioni costiere dell'Australia.

Lamarck e Darwin: differenze ed analogie

TEORIA DI LAMARCK E DARWIN A CONFRONTO

Dal viaggio, che durò cinque anni (1831-1836), Darwin riportò una grande quantità di documenti e di osservazioni; dopo il 1840 vennero pubblicate le sue note di viaggio (conosciute in Italia col titolo Viaggio di un naturalista intorno al mondo).

Nel 1851 pubblicò una notevole monografia sui cirripedi; nel 1859 uscì il suo libro più importante, che aveva meditato fin dal 1837, in seguito alla crociera sulla Beagle: L'origine delle specie attraverso la selezione naturale. Le considerazioni originali che Darwin espose in quest'opera e in numerose altre sulla variabilità delle specie, come frutto delle sue innumerevoli osservazioni, formano una teoria esplicativa dell'evoluzione: il darwinismo Fra le opere principali, oltre a quelle citate, ricordiamo: La fecondazione delle orchidee mediante gli insetti ed i buoni risultati degli incroci (1862), Le variazioni degli animali e delle piante per effetto dell'addomesticamento (1860), La filiazione dell'uomo e la selezione sessuale (1871), L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali (1873), I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti (1875), Le piante insettivore (1875).

Riassunto sulla teoria dell'evoluzione di Darwin

TEORIA EVOLUTIVA DI LAMARCK

Gli effetti della fecondazione diretta e della fecondazione incrociata nel regno vegetale(1877), ecc. Le teorie di Darwin sono state molto discusse e per lungo tempo male interpretate, tanto che la sua candidatura all'Accademia delle scienze di Parigi fu oggetto di polemiche. DARWINISMO Durante il viaggio sulla Beagle, e soprattutto dopo lo studio compiuto sulla fauna delle isole, sorsero in Darwin i primi dubbi sulla stabilità e non variabilità delle specie vegetali e animali. Grazie ai numerosi dati raccolti e alle osservazioni dirette effettuate, egli elaborò una sua teoria sull'evoluzione delle specie, nella quale teneva grande conto delle teorie di Malthus, secondo il quale le popolazioni aumentano in progressione geometrica, mentre le risorse alimentari crescono in semplice progressione aritmetica e, di conseguenza, gli esseri viventi sono costretti alla lotta per la conquista del cibo e delle condizioni di sopravvivenza. Da tutto ciò Darwin dedusse che individui appartenenti a una medesima specie sono soggetti a variazioni imputabili a vari fattori, quali mutamenti ambientali, ecc.

Teorie evoluzionistiche di Darwin e Lamarck: differenze

TEORIA EVOLUTIVA DI DARWIN

Distinse quindi le variazioni defini e comuni a tutti gli individui della specie da quelle indefinite, differenti da un soggetto all'altro. Secondo il suo principio della “lotta per l'esistenza” (struggle for life), la vittoria e la sopravvivenza spetteranno a quegli individui che possiedono caratteri di vantaggio sui loro competitori. Questi caratteri vantaggiosi sono portati solo da alcuni individui, che grazie a essi sopravviveranno, conservando i caratteri utili, mentre gli individui che ne sono privi sono destinati a soccombere. Così nel corso della vita degli individui, e di conseguenza delle specie, si opera una scelta, o selezione naturale, che determina la sopravvivenza del piú adatto. Questa selezione è comparabile alla selezione artificiale effettuata dagli allevatori (e dagli agricoltori) per migliorare le razze o per ottenerne di nuove. In natura essa ottiene il risultato di formare specie nuove in continuo adattamento.