Origine dell'uomo e la sua evoluzione: riassunto

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Riassunto sull'origine ed evoluzione dell'uomo sulla terra (7 pagine formato doc)

ORIGINE DELL'UOMO E LA SUA EVOLUZIONE: RIASSUNTO

L'evoluzione dell'uomo. All'inizio dell'era Mesozoica, circa 200 milioni di anni fa, comparvero i primi mammiferi, derivanti da un ceppo primitivo di rettili, di cui sfortunatamente si hanno notizie assai scarse; il periodo corrispondente al Giurassico ed al Cretaceo ci ha lasciato solo frammenti di cranio, qualche dente ed alcune mandibole.

Da tutti questi ritrovamenti se n'è dedotto che i primi mammiferi avevano le dimensioni di un topo e possedevano denti aguzzi: erano perciò prevalentemente carnivori, ma, essendo troppo piccoli per cacciare la maggior parte degli altri vertebrati, probabilmente si cibavano di insetti e vermi, integrando la loro dieta con qualche uovo. Per circa 130 milioni di anni questi piccoli mammiferi vissero seminascosti in un territorio dominato di rettili e durante questo arco di tempo si diversificarono in tre linee principali: monotremi; marsupiali; placentati.

Evoluzione dell'uomo: riassunto

L'ORIGINE DELL'UOMO: RIASSUNTO

Improvvisamente, poi, i rettili giganti scomparvero e così si rese disponibile una grande varietà di habitat naturali e di conseguenza ciò diede origine ad una grande varietà di marsupiali ed a circa due dozzine di linee diverse di placentati.

Tra i placentati troviamo gli animali carnivori, gli erbivori, i roditori e tanti altri gruppi singolari come le balene ed i delfini, i pipistrelli, gli odierni insettivori ed i primati. L'uomo è un mammifero placentato, membra dell'ordine dei primati.
TENDENZE EVOLUTIVE DEI PRIMATI Attualmente molti studiosi pensano che l'evoluzione dei primati abbia avuto inizio quando un gruppo di piccoli mammiferi, simili a dei toporagni, colonizzarono gli alberi. LA MANO ED IL BRACCIO DEI PRIMATI I primi mammiferi quadrupedi avevano tutti cinque dita separate ad ogni estremità, e ogni dito, tranne il pollice e l'alluce, era formato da tre segmenti che lo rendevano articolato ed in grado di effettuare un movimento indipendente. I primati hanno mantenuto ed elaborato il modello di base a cinque dita: salvo poche eccezioni, i primati moderni hanno il pollice opponibile all'indice, il quale aumenta notevolmente la capacitò di presa e l'abilità manuale. Fra i primati è infatti presente una tendenza evolutiva verso un'abilità manuale sempre più raffinata, che raggiunge il culmine nell'essere umano (vd foto 1).

Evoluzione umana: riassunto

ORIGINE DELL'UOMO SULLA TERRA

Nella struttura quadrupede di base dei mammiferi primitivi e dei rettili l'arto anteriore ha due ossa lunghe (radio e ulna) che consentono una certa rotazione; tra i mammiferi solo i primati possono far ruotare il radio sopra l'ulna, cosicché la mano possa compiere un intero semicerchio senza muovere il gomito o la parte superiore del braccio. Inoltre solo alcuni lemuri, le scimmie del Sud America, quelle antropomorfe e gli esseri umani sono in grado di ruotare il braccio nell'articolazione, una caratteristica peraltro molto vantaggiosa per un animale arboricolo. Molti primati possiedono infine unghie al posto degli artigli, lasciando così libera la superficie tattile del dito e permettendo di conseguenza una maggiore sensibilità nell’esplorare e manipolare gli oggetti.
Presa
  Le dita delle scimmie acquisirono la possibilità di due posizioni, di forza e di precisione, coinvolgendo l’evoluzione del pollice, strumento fondamentale per la manipolazione fine.
  Le scimmie, poi, contavano talmente sulle possibilità delle dita, che in pratica si trovarono ad avere quattro vere e proprie mani.
  Per gli ominidi che si trovarono a vivere in un ambiente in rapida trasformazione, divenne un problema avere un'unica tipologia di strumenti corporei.