Potere patogeno e virulenza

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Appunti sul potere patogeno e la virulenza dei batteri. (5 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

POTERE PATOGENO E VIRULENZA Il potere patogeno Il potere patogeno è la capacità di alcuni batteri di attecchire l'organismo ospite moltiplicandosi e producendo danni più o meno gravi: si può infatti andare da un leggero stato di infezione (se il numero di cellule infettate è piccolo) a un vero e proprio stato di malattia (se il numero di cellule interessato è elevato).
La patogenicità di un batterio non è universale, nel senso che un batterio può essere patogeno per alcune specie e non per altre: ci sono infatti batteri che risultano patogeni per molte specie animali, altri per poche, altri ancora per una sola. Ad esempio il bacillo responsabile del carbonchio è patogeno per l'uomo, per i bovini e per gli ovini, ma non per il cane o per il ratto; lo pneumococco è patogeno per l'uomo, il coniglio e i topini, ma non per la cavia; la salmonella tifi è patogena solo per l'uomo.
Non di rado il batterio patogeno riesce ad esplicare il proprio potere solo verso alcune razze di una specie e addirittura nell'ambito della stessa razza soltanto su alcuni individui, inoltre ceppi diversi di una stessa specie possono essere dotati di un potere patogeno diverso, alcuni in misura elevata, altri in misura minore a altri ancora non lo possiedono. Questa diversità dei vari ceppi di una stessa specie batterica dipende da diversi fattori e viene indicata con il termine di virulenza, che pertanto costituisce il grado di potere patogeno per un determinato ceppo. La diversa manifestazione del potere patogeno dei batteri nei confronti di specie, razze e singoli individui, dipende da vari fattori tra cui la carica batterica, le capacità aggressive del ceppo batterico e le differenze esistenti nell'ambiente fisiologico dei vari organismi, ed è strettamente dipendente dalle relazioni e dalle reciproche influenze che si stabiliscono tra i batteri e l'organismo ospite in seguito all'aggressione dei primi e alle reazioni di difesa dei secondi. I batteri patogeni obbligati si distinguono in due tipi: quelli che per poter agire devono poter passare da un organismo malato a un altro malato (trasmissione diretta), quali il microbatterio della lebbra o il gonococco, e quelli che invece possono trascorrere un breve periodo di tempo in ambiente esterno dove proliferano se trovano le condizioni favorevoli (trasmissione indiretta attraverso aria ed acqua), quali il vibrione del colera e i vari tipi di salmonella. Accanto a questi microrganismi definiti patogeni vari esistono i cosiddetti patogeni occasionali od opportunisti: si tratta di microrganismi normalmente saprofiti, ossia che non apportano alcun danno all'organismo ospite ma anzi creano un ambiente sfavorevole, dal punto di vista ecologico, all'attecchimento dei patogeni, ed alcuni addirittura sintetizzano le vitamine, questo per quanto riguarda quei saprofiti che vivono nell'organismo umano, sulla cute o nelle cavità corporee (strecchiecoli, bacillus subtilis, streptococchi fecali o entrococco). Quando questi microrganismi s