Riassunto sulla cellula vegetale

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La cellula vegetale: riassunto per l'esame di botanica (10 pagine formato doc)

CELLULA VEGETALE

La cellula vegetale. La forma di una cellula vegetale è data principalmente dalla presenza di una parete cellulare; la cellula privata della sua parete e delimitata dalla membrana plasmatica è definita protoplasto. La membrana plasmatica racchiude il citoscheletro e gli organelli, che sono organizzati diversamente rispetto alle cellule animali, ma come in queste sono separati dal materiale genetico attraverso un involucro nucleare. All’esterno i plasmodesmi, formati dal plasmalemma insieme con il RE, permettono la comunicazione tra cellule. Eccetto alcuni casi (ex: gameti) le cellule vegetali hanno scarsa motilità e per questo devono essere in grado di adattarsi alle diverse condizioni: una sola cellula vegetale può svolgere molteplici e complesse funzioni.

La cellula vegetale: riassunto

LA CELLULA VEGETALE RIASSUNTO

Le cellule vegetali sono molto più grandi di quelle animali: negli animali più cellule fanno aumentare le dimensioni di un tessuto, degli organi e dell’organismo stesso, aumentando la superficie di scambio tra cellule; nei vegetali invece l’organismo cresce non per divisione cellulare, ma per la loro distensione. Essendo la cellula vegetale dotata di un grosso vacuolo, essa può crescere di 10 volte aumentando la sostanza organica di meno del 20: a una piccola massa cellulare, quindi, si associa comunque una vasta superficie di scambio.
Un’altra caratteristica unica delle cellule vegetali è la suddivisione dell’apparato del Golgi in dittiosomi.

La cellula vegetale: riassunto dettagliato

NUCLEO CELLULA VEGETALE

Nucleo. Il nucleo è molto simile a quello delle cellule animali, ma presenta anch’esso alcune differenze:
- la caratterizzazione delle proteine coinvolte è meno dettagliata;
- la doppia membrana nucleare è completamente in continuità con il RE e questo ha molta importanza per il funzionamento delle cellule vegetali;
- quando c’è divisione si forma un setto di separazione all’interno del nucleo, che non si frammenta in vescicole.
Il genoma nucleare anche qui non è l’unico, ma ci sono anche un genoma mitocondriale e un genoma plastidiale, perché si pensa che questi organelli derivino da un evento di endosimbiosi, cioè dalla fusione di un eubatterio con un archeobatterio.
Generalmente gli eucarioti sono diploidi, ma tra gli organismi vegetali ci possono essere molte variazioni della ploidia. Ad esempio la fusione di gameti diploidi porta alla formazione di zigoti tetraploidi potenzialmente stabili.

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CELLULA VEGETALE: MITOCONDRI

Mitocondri. Come nella cellula animale, i mitocondri producono energia con la fosforilazione ossidativa, ma nella cellula vegetale sono anche coinvolti nella fotorespirazione cooperando con cloroplasti e perossisomi. Sono organelli semiautonomi con un genoma proprio e proteine proprie, sintetizzate sui ribosomi liberi all’interno della matrice mitocondriale, e sono definiti pleomorfi perché costituiscono insieme un apparato dinamico cambiando continuamente per morfologia ed essenza.
Ogni cellula vegetale è dotata di centinaia di mitocondri anche diversi tra loro per alcuni aspetti, e pur essendo organelli distinti si scambiano continuamente materiale, per cui si parla di teoria dell’insieme discontinuo. Questo è fondamentale perché tra i mitocondri il genoma cambia molto: in ognuno di essi esiste un cromosoma master che si ricombina continuamente mescolando o separando alcune delle sue parti essenziali, quindi un mitocondrio ha una molecola di DNA sicuramente diversa da un altro mitocondrio nella stessa cellula e l’intero genoma si ricava solo dall’insieme.