Relazione di chimica

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Relazione di chimica sui metodi di separazione delle sostanze. (2 pagine, formato word) (0 pagine formato doc)

LIMANA LUCA 4^E RELAZIONE DI CHIMICA OBIETTIVO: L'ultima volta che siamo andati in laboratorio abbiamo studiato e classificato alcune miscele e abbiamo sperimentato alcuni metodi di separazione delle sostanze che compongono i composti.
MATERIALI: Per compiere quest'esperienza ci siamo avvalsi dell'uso d'alcuni strumenti e materiali, tra cui: una bilancia elettronica (opportunamente tarata, prima del primo esperimento, in base alla massa del becher), vari becher, varie spatole, vari spicilli, un fornello, una capsula di porcellana, una calamita, un foglio di carta, varie pipette, una beuta (contenente l'acqua), un filtro, un imbuto e una carta da filtro supervelox. 1° ESPERIMENTO: Come primo composto abbiamo utilizzato una sostanza solida, cioè il sale (NaCl).
N'abbiamo prelevato, con la spatola, circa 1,91 grammi, e li abbiamo introdotti nel becher (opportunamente tarato sulla bilancia elettronica); abbiamo aggiunto poi 1ml d'acqua (H2O) e abbiamo notato che la sostanza non si è sciolta, quindi non è solubile. Pensando che ciò fosse avvenuto perché avevamo messo poca acqua nel becher, abbiamo ripetuto l'esperimento aggiungendo molta più acqua. Abbiamo constatato però che non è cambiato nulla: infatti il sale non si è sciolto. Abbiamo allora ripetuto l'esperimento una terza volta, ponendo la soluzione sul fornello, per verificare se, con l'aiuto della temperatura, avveniva lo scioglimento tra i due composti. Finalmente abbiamo ottenuto la soluzione omogenea sale + acqua (NaCl + H2O). Una soluzione si definisce come miscuglio omogeneo a due o più componenti sotto forma di particelle estremamente piccole, con dimensione inferiore a 1nm, che si distribuiscono uniformemente in tutto il volume a disposizione. Un mescolamento è invece una mescolanza di più sostanze, ciascuna delle quali mantiene la propria identità e può, attraverso le varie tecniche di separazione, essere separata dalle altre. Mescolanze di questo tipo si chiamano miscugli, e possono essere: omogenei, quando le sostanze che lo formano si trovano mescolati in modo uniforme; eterogenei quando le sostanze che lo formano si trovano mescolate in modo non uniforme. Bisogna anche spiegare il perché la temperatura favorisce un mescolamento. La cessione o la sottrazione di calore può provocare il cambiamento di stato fisico dei corpi. La quantità di calore necessaria per modificare lo stato fisico dell'unità di massa è una grandezza, variabile con la temperatura e con la pressione, detta calore latente; si parla pertanto di calore latente di fusione, di solidificazione, di condensazione e di liquefazione, d'evaporazione e d'ebollizione, di sublimazione, grandezze che vengono definite, essendo funzioni della temperatura e della pressione, ad una certa temperatura e ad una certa pressione. Il termine latente, che viene generalmente omesso, deriva dalla vecchia concezione del calorico e sottolinea il fatto che uno scambio di calore non provoca variazioni di temperatura nel corpo: è come se il cal