Principio di Le Chatelier

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Relazione di laboratorio Equilibri chimici e principio di Le Chatelier. (10 Pag - Formato Word) (0 pagine formato doc)

Gruppo:Fini,Maurizzi ,Somà,Palazzi(merda galattica) Equilibri chimici e principio di Le Chateliër.
INGREDIENTI: tanta buona volontà, tanto amore per la chimica, tanta volglia di studiare, un sacco di tempo, il the e i ringo che ci ha gentilmente offerto Carmen ( la madre di Steno). da consumarsi preferibilmente entro: LA FINE DELL' ANNO SCOLASTICO `96/'97. avvertimenti: leggere (e correggere) a stomaco vuoto. per eventuali reclami ( ma siamo sicuri che non ce ne sarà bisogno) o informazioni, rivolgersi a : Fini, Maurizzi, Palazzi, Somà: il solito indirizzo justagirl@libero.it non adatto ai bambini di età inferiore ai 36 mesi. da conservarsi in luogo fresco e lontano da fonti di calore.
Grazie per aver scelto noi! giovedì 16 gennaio 1997 PRIMO ESPERIMENTO: Scopo:verificaresperimentalmente la validità del principio di Le Chateliër. PRIMA PROVA: Materiale:-1 becher (ris.:25 ml; fond.:100 ml); - 2 pipette; - 1 agitatore; - 2 cilindri graduati (ris.:1 ml; fond.:50 ml; t ambientale ottimale: 20 °C): primo cilindro: Fe(NO3)3 in soluzione acquosa 0,05 M secondo cilindro: KSCN in soluzione acquosa 0,05 M; - H2O; - alcuni cristalli di KSCN, Fe(NO3)3 ,Na2HPO4; - 1 spatola. Metodo: poiché il volume delle due soluzioni superava il fondoscala dei cilindri graduati, abbiamo innanzitutto estratto la quantità in eccedenza in modo che il volume risultasse di 50 ml per ognuna. In seguito abbiamo versato in un unico becher tutto il contenuto dei due cilindri. il prof. ci ha però detto che la soluzione risultava troppo concentrata e questo avrebbe comportato problemi nelle fasi seguenti della prova. Dopo aver prelevato 10 ml della soluzione con le pipette li abbiamo versati in uno dei due cilindri rimasti vuoti 8 dopo averli accuratamente lavati e asciugati ); vi abbiamo aggiunto 40 ml di acqua distillata e abbiamo versato il tutto in un becher pulito aggiungendovi ancora 50 ml di acqua distillata precedentemente misurati con l'altro cilindro graduato. Abbiamo gettato via la soluzione troppo concentrata rimanente, sciacquando e asciugando accuratamente il becher in cui essa era contenuta. Abbiamo quindi diviso la soluzione ottenuta con la diluizione nei quattro becher a nostra disposizione, in modo che in ognuno vi fossero 25 ml di soluzione. Abbiamo aggiunto in un becher alcuni cristalli di tiocianato di potasssio ( prima prova ), in un altro alcuni cristalli di nitrato ferrico ( seconda prova) e nel terzo alcuni cristallini di fosfato acido di sodio solido ( terza prova ). Abbiamo mescolato il contenuto dei vari becher e osservato cosa avveniva. Abbiamo tenuto da parte un becher con la soluzione iniziale senza aggiungerci nessuna sostanza, utilizzandolo come campione di riferimento, necessario per confrontare le colorazioni assunte dalle altre tre soluzioni a seguito delle successive prove. Raccolta ed elaborazione dati sperimentali: Vi KSCN (aq) = ( 50 ±1 ) ml Vi Fe(NO3)3 (aq) = ( 50±1 ) ml V soluzione prelevata per la diluizione = ( 10±1 ) ml V soluzione diluita