La determinazione del COD

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La determinazione del COD consente il dosaggio delle sostanze ossidabili da parte di un forte ossidante come il dicromato di potassio in soluzione fortemente acida per acido solforico. Appunto con spiegazioni dettagliate ed esperimento in merito. (file (0 pagine formato doc)

Untitled DOMANDA CHIMICA DI OSSIGENO La determinazione del COD consente il dosaggio delle sostanze ossidabili da parte di un forte ossidante come il dicromato di potassio in soluzione fortemente acida per acido solforico.
Il risultato si esprime in mg/l di O2 che equivalgono alla quantità di ossidante necessaria per la reazione. Con questo metodo possiamo dosare sostanze organiche che non danno richiesta biochimica di ossigeno (BOD5), mentre può non rivelarsi la presenza di sostanze organiche chimicamente molto stabili ma biochimicamente degradabili. La determinazione del COD è l'unico metodo non strumentale che consenta di avere un'indicazione sul carico inquinante organico in presenza di sostanze tossiche (che impedirebbero la demolizione biochimica).
La diversa ossidabilità delle sostanze organiche in funzione delle condizioni sperimentali adottate suggerisce di condurre la prova in condizioni rigorosamente controllate e costanti. Qualora fosse necessario operare in condizioni diverse da quelle standard, è opportuno indicare assieme al risultato il procedimento usato. I risultati ottenuti usando il permanganato o altri metodi sono del tutto non confrontabili con quelli ottenuti col dicromato e in genere meno attendibili. PRINCIPIO DEL METODO. La determinazione del COD viene eseguita mediante retrotitolazione in presenza di opportuno indicatore, dell'eccesso di dicromato, posto precedentemente a reagire in condizioni controllate con la soluzione in esame. La quantità di sostanze ossidabili è proporzionale alla quantità di dicromato consumato nel corso della reazione. Il metodo consente di ottenere risultati soddisfacenti al di sopra dei 50 mg/l di COD adottando la procedura standard e al di sopra di 20 mg/l adottando la variante che prevede l'uso di dicromato di potassio 0.1N anziché 0.25N. Nel caso si debbano determinare concentrazioni inferiori a 20 mg/l di COD è necessario usare volumi maggiori di campione ed adottare una procedura diversa. INTERFERENZE Il dicromato di potassio è in grado di ossidare numerose sostanze organiche, totalmente o parzialmente. Di conseguenza si possono ottenere valori inferiori al teorico. Al contempo esso ossida anche le sostanze inorganiche presenti, sia quelle tipicamente riducenti. sia numerose altre (p.es. i cloruri). Per eliminare l'interferenza di queste sostanze inorganiche, si possono adottare due sistemi: il primo consiste nel tener conto nei calcoli delle sostanze interferenti determinate per altra via; il secondo, che viene descritto in questo metodo, consiste nell'eliminare soltanto l'interferenza dei cloruri, frequentemente presenti in sensibile quantità nelle acque, specie in quelle di scarico. CAMPIONAMENTO E CONSERVAZIONE Il contenuto di sostanze organiche in un'acqua può variare abbastanza rapidamente per azione della flora batterica eventualmente presente. E necessario pertanto conservare i campioni a circa 4°C fino al momento dell'analisi o aggiungere 1g/l di HgSO4 al campione subito dopo il