I modelli atomici di Dalton, Thomson, Rutherford e Bohr

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Riassunto sui modelli atomici di Dalton, Thomson, Rutherford e Bohr (3 pagine formato doc)

I MODELLI ATOMICI DI DALTON, THOMSON, RUTHERFORD E BOHR

I modelli atomici di Dalton, Thomson, Rutherford e Bohr.
Dalton: L’idea di atomo come costituente fondamentale della materia fu proposta e sostenuta in termini scientifici da Dalton, il quale riprese il termine utilizzato dal filosofo greco Democrito di 2000 anni prima.

La teoria atomica di Dalton si articolava su 4 punti fondamentali:
1)    la materia è costituita da atomi, particelle di materia    indistruttibili e indivisibili.
(falsa)
2)    un elemento chimico è costituito da atomi tutti uguali tra loro. Cioè un oggetto di rame è costituito da soli atomi di rame. (Vera)
3)    elementi diversi sono costituiti da atomi diversi per volume, massa e proprietà. (vera)
Es: L’ H è 1 elemento molto piccolo ed è poco elettronegativo (l’elettronegatività è la tendenza di un atomo ad acquistare elettroni e quindi a caricarsi negativamente); invece l’O è molto più grande rispetto all’H ed è molto elettronegativo (infatti l’O è l’elemento più elettronegativo dopo il fluoro che però è molto raro).
4) atomi ugualio diversi possono unirsi tra loro per formare  composti   chimici. (vero).

Tesina sulla storia dei modelli atomici, da Democrito a Bohr

MODELLO ATOMICO THOMSON

THOMSON: nel 1897 Thomson identificò gli elettroni, particelle subatomiche con carica elettrica negativa e con massa 2000 volte più piccola della massa dell’atomo di idrogeno. Quindi la teoria atomica di Dalton fu messa in discussione. Thomson poi propose il primo modello di atomo in cui si facesse riferimento a particelle subatomiche, cioè a particelle più piccole dell’atomo:
EGLI IPOTIZZò CHE L’ATOMO FOSSE UNA SFERETTA CARICA POSITIVAMENTE ALL’INTERNO DELLA QUALE ERANO DISPOSTI GLI ELETTRONI IN MODO TALE DA NEUTRALIZZARE LA CARICA POSITIVA.
Il modello di Thomson rappresentò un importante passo avanti, ma non era del tutto convincente: infatti se c’erano delle particelle subatomiche negative dovevano esserci anche delle subparticelle positive.

Modelli atomici: riassunto

MODELLO ATOMICO RUTHERFORD

RUTHERORD: gli studi di Rutherford erano concentrati sulle radiazioni α (cioè atomi di elio caricati positivamente). Rutherford “bombardò” una sottilissima lamina d’oro (dello spessore di circa 200 atomi quindi 200u) con un fascio di radiazioni α, ponendo un evidenziatore dietro la lamina.
Alla prima osservazione sembrò che quasi tutte le particelle α attraversassero  la lamina; ma osservazioni  più accurate dimostrarono però che un numero molto piccolo veniva deviato e che un numero molto molto più piccolo veniva persino riflesso. Il fatto che quasi tutte le particelle attraversassero gli atomi di oro significava che non incontravano ostacoli, quindi o incontravano spazi vuoti o elettroni. Mentre le particelle che venivano deviate sfioravano i nuclei degli atomi e le particelle che venivano riflesse si scontravano con i nuclei degli atomi. Rutherford immaginò  che l’atomo fosse come un piccolo sistema solare cioè un atomo planetario con un nucleo come sole ed elettroni come pianti, quindi ogni elettrone si muoveva lungo una precisa orbita. Ma De Broglie avanzò l’ipotesi che se l’elettrone si muoveva lungo una precisa orbita si poteva calcolare sia la velocità che lo spazio percorso; perciò l’elettrone poteva essere considerato come un’onda elettromagnetica. L’idea di elettrone onda fu accettata, però a questo punto non si riusciva più a localizzarlo. Con il famoso principio di indeterminazione di Heisenberg, con cui dichiarava l’impossibilità di conoscere in pratica le caratteristiche del movimento dell’elettrone, si risolse il problema.

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