La nomenclatura dei composti chimici inorganici

Introduzione alla nomenclatura dei composti inorganici, alcune classi di composti inorganici, nomenclatura IUPAC e tradizionale dei composti inorganici, la nomenclatura dei composti binari (11 pagine formato doc)

Appunto di h2o32

NOMENCLATURA DEI COMPOSTI CHIMICI INORGANICI

La nomenclatura dei composti chimici inorganici.

Introduzione alla nomenclatura dei composti inorganici. Verso la fine del 1800 si avvertì l’esigenza di porre ordine nella nomenclatura, rendendola univoca sulla base di rigorosi criteri generali. Oggi si fa riferimento alla nomenclatura stabilita nel 1971 dalla commissione IUPAC.
Ha stabilito alcune norme che consentono di risalire dalla formula al nome del composto e viceversa. Accanto alla nuova nomenclatura in molti casi continua a sopravvivere la nomenclatura precedentemente in uso (H2O non viene chiamato “ossido di idrogeno”, ma acqua). Alcune classi di composti inorganici. Per capire come i vari tipi di composti inorganici si siano formati è necessario tenere conto di due riferimenti importanti:
•    distinzione degli elemento chimici in metalli, non metalli, semimetalli
•    i principali tipi di composti inorganici si sono formati prevalentemente per reazione di questi elementi con l’ossigeno e l’acqua (elementi più comuni)
In rapporto alla loro formazione dovremo tener conto della combinazione degli elementi, cioè della loro valenza.
•    Una reazione in cui un elemento chimico si combina con l’ossigeno sviluppando calore è una reazione di combustione.
Sono molti i sali diffusi in natura:
•    sale da cucina, più propriamente detto cloruro di sodio (NaCl) che si trova nell’acqua di mare (salmarino) e in giacimenti terresti (salgemma)
•    carbonato di calcio (CaCO3), il principale costituente del marmo.

Nomenclatura dei composti chimici: schema

CLASSIFICAZIONE E NOMENCLATURA DEI COMPOSTI

Nomenclatura IUPAC e tradizionele dei composti inorganici
La nomenclatura tradizionale ha origine dalla distinzione degli elementi in metalli e non metalli. Da qui si facevano derivare due serie parallele di composti, che venivano chiamati mediante prefissi e suffissi. Questi prefissi e suffissi tenevano conto anche della valenza degli elementi del composto.
Conviene distinguere i composti chimici in:
•    binari = hanno molecole costituite da due soli tipi di atomi. Sono classificati in composti contenenti ossigeno e composti non contenenti ossigeno.
•    non binari = hanno molecole costituite da 3 o più tipi di atomi. Sono classificati in idrossidi, ossoacidi e sali
La nomenclatura dei composti binari.

COMPOSTI CONTENENTI OSSIGENO

(nomenclatura IUPAC)
•    I composti binari in cui un elemento è combinato con l’ossigeno sono denominati ossidi.
•    Negli ossidi l’ossigeno ha valenza 2.
•    Nelle formule il simbolo dell’ossigeno è preceduto dal simbolo dell’elemento con cui esso si combina (CO2)
•    Gli ossidi sono denominati con l’espressione “ossido di ...” seguita dal nome dell’elemento
•    Per indicare il numero di atomi di ossigeno e di atomi dell’elemento con esso combinato si usano i prefissi:
•    mono-  1
•    di-      2
•    tri-      3
•    tetra-      4
•    penta- 5
•    esa-      6
•    epta-      7
    che precedono il termine ossido (monossodo, diossido)
•    Se l’elemento ha più di una valenza si può ricorrere ad una notazione. La valenza dell’elemento viene indicata tra parentesi con un numero romano (viene letto come numero cardinale)
COMPOSTI CONTENENTI OSSIGENO (nomenclatura tradizionale)
Distingue gli ossidi in :
1.    OSSIDI BASICI. L’elemento che entra in combinazione con l’ossigeno è un metallo.
•    Se il metallo ha una sola valenza l’ossido basico viene denominato con l’espressione “ossido di...” seguita dal nome del metallo
•    Se il metallo ha due valenze il termine ossido è seguito dalla radice del nome dell’elemento con la desinenza:
•    -oso per la valenza minore
•    -ico per la valenza maggiore
OSSIDI ACIDI (O ANIDRIDI). L’elemento che entra in combinazione con l’ossigeno è un non metallo
•    Se il metallo ha una sola valenza l’ossido acido viene denominato con l’espressione “anidride di...” seguita dal nome del non metallo.
•    Se il non metallo ha più di due valenze si opera nel seguente modo:
•    si mette il prefisso ipo- e il suffisso -osa per l’anidride in cui il non metallo ha valenza minore
•    si mette il prefisso per- e il suffisso -ica per l’anidride in cui il non metallo ha valenza maggiore
•    si mettono i prefissi -osa e -ica per le anidridi in cui il non metallo presenta valenze intermedie