Spettri di emissione di alcuni elementi: esperimento

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Relazione su un'esperienza di laboratorio sugli spettri di emissione di alcuni elementi (4 pagine formato doc)

SPETTRI DI EMISSIONE

Esperienza di laboratorio 
- Data: 24 Novembre 1999.
• Pressione (data dal manometro): 762 mm Hg
Temperatura all’interno del laboratorio: 19 C
• Obiettivi:
Il fine principale che ci siamo prefissati all’inizio dell’esperienza è stato quello di verificare gli spettri d’emissione d’alcuni elementi grazie all’uso di SPETTROSCOPI.
• Strumenti utilizzati:
1.

Due spatole aventi un’estremità piatta e l’altra a forma di cucchiaino.
2.
Due bacchette con filo di Nichel. (Ni)
3. Una bacchette con filo di Platino. ( Pt)
4. Vetro da orologio.
5. Base piatta di porcellana con sei incavi.
6. Fornello da campeggio.
7. Becker da 40 ml contenente una soluzione d’acido cloridrico (HCl) serve per la pulizia del filo di platino e/o di Nichel .
8. Vetrini al cobalto (sono di colore blu).
9. Mortaio con pestello in porcellana.
10. Due spettroscopi strumenti di forma cilindrica e perforati alle estremità. All’interno è presente un prisma in grado di separare le varie componenti della luce bianca e quindi di evidenziare le righe tipiche della luce emessa da un elemento chimico eccitato.

Esperimento sugli spettri di emissione

ESPERIMENTO SUGLI SPETTRI DI EMISSIONE

11. I reagenti utilizzati sono stati diversi:
• Cloruro di Sodio (NaCl).
• Ioduro di Potassio (KI).
• Solfato di Rame (CuSO4 ).
• Cloruro di Calcio (CaCl2 ).
• Cloruro di Bario (BaCl2 ).
• Cloruro di Stronzio (SrCl2 ).
• Cloruro di Litio (LiCl).

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SPETTRI DI EMISSIONE ATOMICA

- Procedimento: Dopo aver acceso il fornellino da campeggio, appoggiato sul tavolo del laboratorio e posto il sale di Litio, di Bario, di Calcio (essendo in pasticche è stato finemente polverizzato nel mortaio), di Rame e di Potassio nei sei incavi della piastra di porcellana, aventi una colorazione biancastra tranne il solfato di Rame che possiede un colore blu intenso, abbiamo fatto aderire, in tempi differenti, le varie sostanze all’estremità di un filo di Nichel, fissato ad una bacchetta di vetro.
Il filo di Nichel, prima dell’analisi, deve essere ben pulito e libero da ogni impurità e per questo più volte è stato immerso in una soluzione d’acido cloridrico.
L’acido, infatti, si combina con le impurità formando cloruri, sali volatili che evaporano quando il filo viene posto sulla fiamma.

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Quando i diversi sali aderiscono al filo di Platino e vengono posti sulla fiamma, gli atomi, che a causa della fonte di calore si trovano in una condizione di eccitamento, emettono delle radiazioni luminose caratteristiche e distintive dei vari elementi.
A seconda delle proprietà della luce emessa, si possono identificare gli elementi presenti.
La prima osservazione che abbiamo compito con lo spettroscopio e stata quella della luce del neon. Sono comparse quattro linee complessive: 1 viola e blu sfumate, 1 di colore verde scuro e 1 di colore rosso chiaro.

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